Recensioni

La notizia non è tanto la musica contenuta in questo disco. Dicono già tutto nome del gruppo e titolo. I due Moon Duo, cioè Sanae Yamada e Ripley Johnson dei Wooden Shjips, sono ormai una realtà consolidata della nuova (vecchia) “psych” col loro suono ciclico e reiterato, figlio di quel rock geneticamente modificato che si sviluppa di qua e di là dell’oceano, in una linea continua e sottotraccia che dai Velvet Underground arriva fino agli Spacemen 3 e giù fino ai giorni nostri, toccando lande inusitate (vedi alla voce Cile).
Il Live In Ravenna coglie proprio il trio – della partita anche il batterista John Jeffrey, chiamato dopo anni di tour con drum-machine per dare “un po’ di dinamismo e flessibilità” alle rigide sonorità del duo, Sanae dixit – in una delle più accese performance del tour 2013, sapientemente catturata live all’Hana-bi dall’orecchio di Mattia Coletti, ottimo chitarrista e preciso produttore. Musica in presa diretta, dunque, e al suo massimo splendore ritmico ed emotivo: un flusso di note in accumulo che rendono il rock ipnotico e reiterato un qualcosa di magmatico e insieme estatico, roba che punta alla trascendenza pur mantenendo i piedi ben piantati al suolo, evanescente quanto materica, che si rivolge su se stessa nel riprendere, omaggiare, stuprare spasmi di Spacemen 3 e Suicide, Loop e Neu!
Al netto di tutto quello che è scritto sopra, la vera sorpresa sta nel fatto che un gruppo di punta dell’underground internazionale, edito da una delle più interessanti label indipendenti degli Stati Uniti, pubblichi un live del genere catturato in una provincia italiana. Apparentemente fuori da tutti i giri che contano, periferica rispetto ai “grandi” centri culturali e musicali d’Italia (qualora ne esistessero), Ravenna è la dimostrazione di come possano funzionare – anzi, di come funzionino – le cose quando si ha passione, lungimiranza e competenza. I nomi li sapete, sono pochi e tirano avanti un effervescente e inarrestabile viavai di concerti estivi e invernali, attraggono musicisti (e non solo) da ogni parte d’Italia (e non solo), organizzano festival dal richiamo internazionale, fanno da volano a situazioni culturali che smuovono la stagnante economia di questi anni tristi e, infine, fanno di Ravenna una delle più serie candidate al ruolo di capitale europea della cultura 2019. Tutto questo per parlare di un disco? Sì, perché questa è una di quelle piccole gratificazioni che vogliono dire molto più di mille chiacchiere istituzionali sul ruolo della cultura e sul come fare cultura.
Ci vuole passione, perché alla lunga i risultati arrivano. Ah, il disco è un ottimo, sia come viatico per neofiti che come perla per gli appassionati.
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