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Dopo il primo, autoprodotto singolo su 12 pollici, presto esaurito e prontamente ristampato, il progetto (semi)solista di Ripley Johnson dei Wooden Shjips raddoppia e lo fa, questa volta, per la label più attiva nella rinascita delle sonorità wave in quel di New York, ovvero Sacred Bones; e l’accostamento al roster di Caleb Braaten sembra indurre effetti congeniti, benché probabilmente involontari, sulla natura dei pezzi rilasciati con questo EP. Se infatti il primo Love On The Sea si era caratterizzato per due lunghe jam dal sapore spiccatamente kraut rock, questo nuovo Killing Time si sporca maggiormente di quei riverberi che da due anni a questa parte abbiamo imparato a riconoscere come il marchio di fabbrica delle ossa sacre.
Così i (quattro) pezzi si fanno più brevi e al contempo meno ossessivi e più ambientali, più narcolettici e sfuocati, con la voce di Johnson a citare in più di un passaggio il celebre cyber-crooning di Alan Vega; e se il compito di un EP è quello di fornire un assaggio e nel contempo di invogliare l’ascoltatore a chiedere di più, beh, non c’è che dire: bersaglio centrato.
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