Recensioni
Chemical Brothers, Nick Cave
Medimex 2022
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Michele Casella
- 21 Luglio 2022

Se il 2022, per il settore musicale, ha segnato il ritorno preminente alla dimensione live, la nuova edizione del Medimex ha rappresentato il necessario focus sull’intera filiera produttiva.
Accanto ai due mega concerti di Nick Cave (a Taranto) e Chemical Brothers (a Bari), l’International Festival & Music Conference ha infatti attraversato l’intero scibile del mondo sonoro contemporaneo – in particolare di quello italiano – attraverso incontri con gli autori, panel di approfondimento, showcase dal vivo, mostre, laboratori, proiezioni, video mapping, lezioni e tanto altro. Un programma fitto di appuntamenti, pensati sia per i professionisti di settore che per il nutrito pubblico che ha affollato le due città pugliesi sedi dell’evento, confermando che la musica non vive solo di stream e visioni online, ma si nutre anche di emozioni, confronti, crossmedialità e soprattutto condivisione. Ecco che il concerto di Nick Cave del 19 giugno e quello dei Fratelli Chimici del 14 luglio hanno rappresentato davvero una grande festa di comunità, fatta di passione e commozione, euforia e liberazione. Una vera catarsi dei sensi, che ha avuto la potenza di scardinare le inibizioni sociali e – almeno per un paio di notti – liberare dalle paure che due anni di pandemia hanno inevitabilmente creato.
Il live, dunque, è stato il primo protagonista della manifestazione, con i Chemical Brothers a gremire il frontemare barese in una performance dai bpm accelerati. Partiti con Come With Us, i producer esplodono subito con l’ormai classico Block Rockin’ Beats e conducono il pubblico attraverso un viaggio psych-dance che passa da Go a Hey Boy Hey Girl, da Dig Your Own Hole a Setting Sun. Se la sezione visual è di impatto assoluto, con proiezioni fuori formato a occupare il centro della scena, è però il pubblico a diventare il centro della scena, cavalcando il flusso sonoro dionisiaco con sincero e completo entusiasmo. Le date baresi del Medimex hanno inoltre visto gli showcase di 15 band, in buona parte selezionate da Puglia Sounds attraverso l’azione di sostegno alla discografia denominata Record. Il palco allestito a Torre Quetta ha irradiato suoni che passano dal folk al jazz, dall’elettronica al rock, restituendo lo stato dell’arte regionale e le potenzialità nazionali e internazionali di questi artisti.
La sezione dedicata al professionale ha invece caratterizzato gli spazi diurni del festival, con talk e dibattiti che hanno riguardato tematiche afferenti a tutta la filiera musicale. Quella filiera che – a livello regionale, nazionale e mondiale – ha giustamente chiesto a gran voce di trovare luoghi di confronto istituzionali e che per l’occasione ha recepito il lavoro di Puglia Sounds nel dare il necessario supporto. Fra le decine di incontri realizzati, c’è stato spazio per un approfondimento sulle nuove tutele per i musicisti (come l’indennità di disoccupazione e la riforma dello spettacolo), i nuovi scenari per gli autori e gli editori dopo il recepimento della direttiva Copyright, la questione streaming e le necessità degli artisti per garantire un futuro alla musica online.
Sul fronte digital, grande attenzione è stata data alle opportunità degli NFT così come alla comunicazione social di artisti ed eventi, mentre un importante panel è stato quello dedicato al Programma Europa Creativa 2021–2027, che dispone di un bilancio di 2,44 miliardi di euro (quasi 1 miliardo in più rispetto al programma precedente) destinato ad azioni che rafforzino la diversità culturale e rispondano alle esigenze e alle sfide dei settori culturali e creativi. Per coloro che già lavorano o che vogliano avvicinarsi al vasto mondo professionale legato alla musica, sono stati organizzati lezioni e seminari di tipologia assolutamente eterogenea: dalla registrazione & missaggio alla fonica, dal lighting design alla comunicazione, mentre la parte istituzionale si è concentrata nel panel Una musica può fare: strategie e modelli di sviluppo per l’industria musicale italiana, al quale hanno partecipato il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Diodato e Michele Riondino.
Tante anche le partecipazioni di artisti nazionali, che hanno incontrato il pubblico o partecipato ai panel professionali, ma la multimedialità ha anche riguardato il rapporto fra musica e libri – con gli appuntamenti di Medimex Book Stories dedicati a Genesis, Freddy Mercury e The Edge – e quello fra musica e arte – con le mostre Denis O’Regan with QUEEN allo Spazio Murat, dove sono esposte 60 fotografie con un allestimento immersivo, e quella dedicata ai Pink Floyd al Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Il programma dell’edizione 2022 ha dunque avuto un carattere innanzitutto inclusivo e pervasivo, sia nella proposta culturale che nella distribuzione degli eventi, poiché ha coinvolto le città di Taranto e di Bari attraverso location differenti dislocate in luoghi differenti. «Un programma ricco di appuntamenti, un’occasione per immergersi nella storia della musica e conoscere le novità della scena pugliese, italiana ed internazionale», ha raccontato Cesare Veronico, coordinatore artistico Puglia Sounds.
E in effetti questo Medimex è stata decisamente una grande festa e un importante momento di approfondimento, necessario per due motivi: primo, perché è fondamentale connettere nuovamente il mondo professionale con i mutamenti determinanti che stanno caratterizzando questo decennio di politiche culturali. Secondo, perché è decisivo ricongiungere il pubblico all’esperienza collettiva e fisica della musica, abbandonando il pensiero che la fruizione digitale (e solipsistica) possa sostituire l’energia e le emozioni dello scambio personale e sociale. La dimensione live serve soprattutto a questo, a farci ricordare che la musica non passa solo dalle orecchie, ma riempie gli occhi, lo stomaco, il cuore e lo spirito.
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