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L’edizione 2017 del Medimex segna un netto cambio di rotta rispetto al passato. Come simbolo di questa nuova formula organizzativa la direzione di Puglia Sounds (il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale) ha scelto l’egida del cavallo di Troia, che dalla zona periferica di Bari porta la musica internazionale all’interno del centro murattiano. Da fiera prettamente professionale, nata per sollecitare l’incontro degli operatori e favorire prevalentemente l’internazionalizzazione delle attività professionali, il nuovo Medimex cerca una mediazione rispetto al bisogno di grande musica del pubblico meridionale, realizzando un cartellone di altissimo appeal mediatico e popular.

Accanto, dunque, agli incontri professionali e ai panel sul futuro dell’industria musicale, la manifestazione barese punta sulle icone sonore di portata mondiale e centra il bersaglio della partecipazione. Una scelta senza dubbio condivisibile, dato che parlare di mercato significa innanzi tutto parlare di pubblico, e non può esservi crescita (né economica né culturale) se non si riesce a riportare l’attenzione della gente sui musicisti e sulla scena contemporanea. La sezione live ha quindi occupato lo spazio dominante dell’evento, proponendo un cartellone stilisticamente variegato e diffuso sul territorio urbano.

Fra gli headliner vanno certamente indicati Tricky e gli Slowdive, che il 9 giugno hanno occupato la scena del palco centrale proponendo due live decisamente in contrapposizione. Da una parte la reiterazione ossessiva di ritmiche oscure del musicista di Bristol, che ha presentato un live non distante dalle tensioni di fine millennio a cui ci aveva abituato. Il suo incedere agitato e la sua roca voce intrisa di fumo restano elementi distintivi del Tricky più psicotropo, ma un pizzico di dinamismo in più avrebbe certamente giovato a una performance non proprio esaltante. Pochi minuti dopo sono saliti sul palco gli Slowdive, attesissimi dopo la pubblicazione del nuovo album che segue a ben 22 anni la loro ultima release. Il concerto è stato una rutilante sovrapposizione di delay e melodia, attraverso cui la voce di Rachel Goswell ha rappresentato il trait d’union al limite fra shoegaze e dreampop.

Forse troppo uniforme nello svolgimento della set list, il concerto ha visto momenti di grande coinvolgimento proprio nell’esecuzione dei nuovi brani dell’omonimo album, col pubblico ipnotizzato e l’aria saturata dalla potenza delle chitarre. Attesissimo e ultra dinamico, Iggy Pop è invece stata la star del Medimex 2017, un settantenne con una vitalità e una potenza che fa sbiadire la staticità degli altri artisti. Il set dello statunitense è sembrato un greatest hits degli Stooges con alcune incursioni nella sua carriera solista. La partenza di I Wanna Be Your Dog ha eccitato gli animi degli oltre 50.000 spettatori, seguita a stretto giro da Gimme Danger, The Passenger e Lust For Life. I successi planetari dell’iguana del punk hanno guidato il pubblico in una danza scomposta a ritmo di pogo, per una scaletta completata da classici come 1969, No Fun e TV Eye.

Di certo un evento memorabile, che ha portato l’attenzione anche sul resto delle esibizioni in programma. Dal jazz di Petrella e Casarano nel progetto Spiritual Galaxy al dj-set di Gilles Peterson, dai Jazzanova e Nicola Conte alla municipale Balcanica, per arriva al flow di Salmo e al progetto Alian Soul Summit con Serena Brancale, Ainé e Davide Shorty.

A chiudere la manifestazione, il Teatro Petruzzelli è stato scelto per un altro grande evento, ovvero il live dell’artista neo-soul Solange, magnificamente a suo agio sulla scena dello splendido teatro di tradizione. I ritmi caldi e coinvolgenti, lo show dotato di sensualità e scioltezza, le voci perfettamente intrecciate della frontgirl e del suo coro, la parte visual minimale ma di sicuro effetto, ha contribuito a confezionare uno spettacolo di grande livello, dove l’attitudine indubbiamente mainstream ha costretto il pubblico in platea ad alzarsi dalle comode poltrone per rendere il Petruzzelli una pista da ballo ricca di entusiasmo.

La sezione live non ha esaurito, però, l’offerta del Medimex 2017, partita con le proiezioni al parco di alcuni lungometraggi di grande interesse storico e artistico. Dal lavoro di Schnabel su Berlin di Lou Reed al documentario di Jarmush su Iggy Pop, passando per The Last Five Years su Bowie e la retrospettiva su Jonathan Demme, il cinema dedicato alla grande musica ha radunato centinaia di appassionati in visioni collettive nel fresco della natura. Particolare attenzione è stata poi riservata a Masayoshi Sukita, il fotografo amico di David Bowie che ha contribuito alla creazione dell’immagine del Duca Bianco. Il Medimex ha infatti dedicato una mostra di tre settimane agli aspetti meno noti della personalità di Bowie, con elementi focalizzati sull’amicizia fra i due artisti. Accanto al market del vinile e delle etichette indipendenti, Puglia Sounds ha inoltre realizzato dei panel pensati per i professionisti del music business, puntando l’attenzione sul finanziamento pubblico alla filiera musicale, sulle nuove narrazioni online che caratterizzano media e musica, per poi passare ad argomenti di attualità come quello del ticketing, delle strategie legate ai contenuti audiovisivi e dell’internazionalizzazione della scena italiana nel complicato mondo della musica planetaria.

Maggiormente incentrati sul pubblico sono invece stati gli “Incontri d’autore”, talk moderati da giornalisti a cui hanno partecipato figure come Carlo Massarini, Samuel, Calcutta, Cosmo, Ashley Kahn, Raf, Nesli e molti altri. Il Medimex 2017 ha dunque puntato sulle possibilità della musica – e della cultura in senso generale – di produrre un effetto moltiplicatore. Perché è questa la necessità primaria dei nostri giorni, un inarrestabile flusso esperienziale e divulgativo che solleciti il pubblico e lo incuriosisca a scoprire nuove forme di partecipazione attiva.

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