Recensioni

Iggy torna sul mercato sussurrandoti nell’orecchio Les Feuilles Mortes dopo aver letto Michel Houellebecq e tu invece di pensare a Jacques Brel, come ai cantautori strappalacrime parigini, non fai altro che avere incubi sul Bowie berlinese e sulla fine della razza umana cannibalizzata da vampiri assetatissimi dai quali non c’è scampo.
Vedi Lou Reed bomolettato nel parco azzannarne a centinaia (I Want to Go to the Beach) e Scott Walker (How Insensitive) sbranare gli ultimi rimasti chiarendoti definitivamente il concetto: essere nichilisti è una faccenda molto più grande di quello che il r’n’r e i media vogliano farci passare, perché nichilista era il Novecento e indietro l’Ottocento, nichilista il male auto inflitto per il bene della fuga. Fuga che è soltanto paravento però, perché il male auto inflitto per il male auto inflitto per il bello del dannarsi è assolutamente e morbosamente affascinante e fine a se stesso (e affascinante ancora).
Uscire da Ford – e dalle catene di montaggio della Motor City – parte da qua, poi il nichilismo diventa far parte della macchina, amplificare il corpo e farlo suonare. Ed è l’apoteosi. Ma anche la fine (è vero Thunders?). La carne non può farcela a certi livelli ma se passi il guado, estetica e gioco di mimesi saranno il tuo pane e ad ucciderti, in questo caso, sarà la depressione (è vero Dee Dee?).
Per farla breve arrivi all’appartenenza intesa come lunga tradizione, una stirpe di uomini alieni giunti sulla terra per essere nichilisti e morire tali. Nichilisti erano i gangster nella Chicago negli anni ’30, i decadentisti parigini, i cow boy del Vecchio West e i glam rocker in cerca di uscite a Berlino.
Se diventi un highlander puoi ripercorrere la china senza tanti patemi fino al più attuale monoloch nihil, il rock. Vecchia biscia Nice to Be Dead. L’inno oltre punk del futuro negato e poi assoluto dell’aldilà.
Dopo morto ci dev’essere pur sempre una bella soddisfazione: saperti tale. E ghignarci sopra è inevitabile. In A Machine for Loving – murder song / spoken word – Iggy parla del cane appena defunto. Morale finale: solo da un cane puoi avere l’amore assoluto. E’ lui la macchina dell’amore definitiva.
Maturo perché autoironico. Crooner antigravitazionle. Mitteleuropeo, Gainsburghiano (Je Sais Que Tu Sais), mainstream senza fastidi per l’orecchio, l’iguana di Preliminaires è animale casalingo che puzza d’eternità. Asheton non poteva avere un commiato migliore.
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