Recensioni

TOP
7.5

Tocca a due vecchie conoscenze di queste pagine virtuali inaugurare un’altra label italiana le cui premesse paiono decisamente buone. Baccano, questo il nome dell’etichetta, può lasciare perplessi sulle prime in quanto espressione dell’Università Luiss, sì, proprio l’ateneo privato di Confindustria, che allarga il proprio cerchio culturale e dopo l’ottima casa editrice e l’altrettanto interessante rivista LMDP (“Le meraviglie del possibile”) si spinge sul versante discografico. Idee ben chiare (far incontrare autori e artisti di generazioni e provenienze diverse), fisionomia sonora ben delineata (al guado tradizione e contemporaneità, folklore e avanguardia) e nomi bomba, almeno per questo primo lascito (il secondo album è appannaggio di Alfio Antico e Go Dugong, il terzo di Maria Violenza, Irtumbranda e Tropicantesimo), ci dicono di un progetto ben delineato e piuttosto curioso nell’indagare la scena italiana, di oggi e di ieri, più avventurosa, avanguardistica e divagante.

Certo, qualche ronzio in testa resta a vedere istituzioni del genere allungare i tentacoli su qualcosa che si è sempre ritenuto esotericamente settario, fieramente indipendente e totalmente alieno alle dinamiche del mainstream, ma il pensiero corre pure a una sorta di mecenatismo 2.0 in cui a supportare progetti coraggiosi come questo, visto che le istituzioni pubbliche in Italia considerano la musica nulla più di un passatempo o un riempitivo, viene quasi naturale che siano dei privati con le giuste disponibilità e possibilità a farlo.

Sia come sia, e in ogni modo la si pensi a parlare è la musica e la scelta di Daniele Rosa, il direttore editoriale della Luiss University Press (e firma di Blow Up), di individuare in Toni Cutrone il responsabile artistico della collana fa oltremodo ben sperare. Di questo primo batch discografico, segnalazione d’obbligo per Mai Mai Mai e Lino Capra Vaccina, in questo I racconti di Aretusa impegnati a far fruttare una residenza artistica in quel di Ortigia per l’Ortigia Sound. Da una parte le elettroniche di Cutrone, meno dense e caliginose rispetto al solito quanto piuttosto eteree e rarefatte, finalizzate a fornire una sorta di tappeto sonoro ideale al maestro delle percussioni e dei riverberi, libero di far risuonare echi, rintocchi, pulsioni che si trasformano spesso in arabeschi sonori idealmente innervati dalla terra di confine, di transito, di stratificazioni culturali che ha accolto il duo.

Quattro “quadri” da 10 minuti l’uno per paesaggi onirico-estatici dal sapor minimalista, che rimandano alle oscure forze del mare nostrum, alle riarse terre siciliane ma soprattutto ai miti classici fondativi (come nel caso, appunto di Aretusa), in una continua oscillazione tra tradizione e avanguardia, passato e futuro, sperimentazione e folklore. Esattamente ciò che la casa madre si prefigge, quindi centro pieno.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette