Recensioni

Il pubblico la vuole sul palco chiamandola a gran voce “Ella”, quasi fosse una cara amica che non si rivede da tempo e si è impazienti di rivedere. È dal 2017 che Lorde manca dall’Italia. L’ultima volta è stata al Fabrique di Milano in occasione del Melodrama World Tour, mentre i nuovi appuntamenti in supporto a Solar Power sono soltanto due, con quello al Castello Scaligero a seguire a stretto giro il live romano all’Auditorium Parco della Musica
A colpire immediatamente è quel suo cercar di ridurre la distanza che la separa dal pubblico. Lo fa attraverso interludi, pause, momenti di intimità e confessioni, proprio come quelli che ama concedersi nella vita. Del resto, per lei il concerto stesso è un appuntamento conviviale, da spendere assieme anche con un buon drink in mano, spogliandoci dalle sovrastrutture.

In questo senso vanno i racconti di come sono venuti alla luce alcuni dei suoi pezzi (Ribs l’ha scritta in tenera età, aveva quindici anni), i tentativi di spiccicare qualche parola in italiano, l’aneddoto di essersi concessa un bagno sul lago di Garda proprio prima del concerto. Il pubblico la adora …ad un certo punto parte persino un coro di “Sei bellissima” con lei a definire l’Italia “il più bel paese del mondo”, giusto per continuare la saga degli stereotipi. Ma va benissimo così.
Se voi non aveste voluto vedermi, non avrei avuto nessun motivo per venire qui, quindi grazie per aver reso tutto questo possibile […] Non sapevo se voi avreste conservato l’album nel cuore come avete fatto […] Mi sentivo spaventata a mostrare alle persone quel lato di me, pensavo che fosse troppo. Ma voi l’avete ascoltato e mi avete detto “No, non è troppo, è bellissimo” […] Diventi una popstar e c’è questa specie di viaggio che ci si aspetta che tu prenda: ottieni un grande successo, e poi un altro e un altro. Suoni davanti a 50mila persone ed è bellissimo, ma io sono un po’ estranea a questo […] La verità è che sono esattamente dove voglio essere… sono in questo castello a Verona ed è meglio di qualunque stadio o arena.
Lorde

Il concerto, oltre a celebrare l’ultima prova con ben 10 brani (su 12 complessivi), è anche un piccolo best of di una produzione tutt’altro che vasta. Royals, che quasi dieci anni fa l’ha consacrata al successo appena sedicenne, non poteva mancare. Come neppure Green Light e altre perle di Melodrama. Ventuno i pezzi complessivamente eseguiti in un set suddiviso, come lo è quello di questo tour, in tre parti. A proposito dell’album di Royals, il debut Pure Heroine, a venir eseguite sono state anche A World Alone, Buzzcut Season e Ribs. Tutte cantate a squarciagola, assieme a praticamente l’intero repertorio, da molti dei presenti. I pezzi in cui si è maggiormente scatenato l’entusiasmo? Secrets From A Girl (Who’s Seen It All), Sober e Supercut, così come Fallen Fruit, The Path e Oceanic Feeeling, gli episodi più intimi del lotto.

Grande assente è stata Team, uno dei suoi maggiori successi, anche se, a onor del vero, in occasione dell’ultima esibizione Lorde ha fatto scegliere al pubblico il brano da cantare. Tra 400 Lux, Team e A World Alone, alla fine la scelta è ricaduta (per un soffio) su quest’ultima, dopo uno spareggio con la stessa Team.
Un appunto anche sul palco e sulla scenografia: un cerchio a simboleggiare il sole e una scala di legno rotante. Oltre alla cantante, sul palco erano presenti anche i musicisti della band ed alcuni figuranti che l’hanno accompagnata in alcune scenografie, caratteristiche che hanno reso la performance qualcosa di più di un semplice concerto.
Lorde al Castello Scaligero di Villafranca di Verona: la regina è tornata al castello. La foto gallery completa di Francesca Sara Cauli
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