Recensioni

6.8

Lo dicevamo in occasione della recensione dei siciliani Nuhara, da qualche anno ormai la (ri)scoperta delle tradizioni della cultura popolare, riviste spesso e volentieri con l’aiuto dell’elettronica, sta dando origine a una molteplicità di progetti. Dai più filologici e avant che attingono all’archivio Alan Lomax come quello dei sopraccitati siciliani a quelli che in sostanza inglobano il folklore dentro un consolidato parco ritmico il più delle volte caraibico, Lido Pimienta si colloca su quest’ultima sponda, a partire dal fatto che Barranquilla, da dove proviene, si colloca proprio sulla costa che dà sulle Antille. Al centro c’è un’idea di art pop globale come linguaggio con il quale esprimere concetti politici come femminilità e patriarcato, sessualità ed emancipazione. Semplificando, potremmo dire che sta alla Colombia della cumbia come Rosalía alla Spagna del flamenco e la nostra La Niña alla tradizione partenopea e che questo nuovo lavoro, Caribenya, nasce proprio come un ritorno alle proprie origini afro-indigene.

Rispetto a La Belleza, in cui Pimienta si confrontava con la tradizione colta europea, qui abbiamo un lavoro più lineare ed elettronico, giostrato su basi di dembow e cumbia, bassi sintetici e synth in primo piano a cui s’interfacciano sporadici elementi acustici come l’arpa di Tóxica o i flauti di bambù di Libélula. Nella più immediata del lotto, Hoy Por Ti, con la più classica delle basi in levare, c’è Nelly Furtado, che di queste sonorità è stata pioniera. Ma in questa scaletta a trazione pop trovano spazio anche momenti più estatici e ambientali, come Arrúllame, con Así Nací a infilare pure un poco di jungle.

Nato come costola del precedente lavoro, Caribenya è confezionato con mezzi relativamente esigui, senza che la sottrazione diventi necessariamente una precisa scelta estetica. Ma una più solida ragion d’essere la danno i testi: Tóxica e Talento raccontano la fuoriuscita da relazioni sbagliate attraverso il rifiuto della dipendenza e un’insolita dose di autoironia; Libélula lega invece l’idea di libertà a una genealogia tutta femminile, quella della nonna e della zia, e alla memoria afro-caraibica evocata da Yemayá. In Marea il corpo e il territorio finiscono per condividere lo stesso vocabolario di possesso e liberazione, mentre Hoy Por Ti trasforma l’esperienza privata in un’idea di solidarietà. Il concetto dell’intero lavoro viene espresso alla fine in No Me Quiero Ir, dove ripete «yo no me quiero ir de aquí», fino a esplicitare «yo no me quiero ir de mi país», ovvero «Non voglio andarmene da qui, non voglio andarmene dal mio Paese».

Pimienta si è conquistata in passato paragoni ingombranti. Sicuramente ha molte cose in comune con il percorso di Rosalía, ma proprio il confronto con l’autrice di Lux dà anche la misura della distanza che la separa da una proposta artistica di altro livello. Caribenya è un disco interessante per ciò che mette in relazione — Colombia e diaspora, folklore ed elettronica, memoria e autodeterminazione — meno per come suona.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette