Recensioni

Non escludiamo che le premesse ci fossero tutte: i Lava Lava Lovesono un gruppo che ha sempre avuto un discreto hype, che ha partecipato a varie iniziative (non ultima, quella dell’omaggio agli883 di Rockit), che ha esordito qualche anno fa con un disco tutto sommato godibile in bilico fra il languido e lo spiritoso, molto più grezzo di quello che ora abbiamo fra le mani. La band di Verona, tuttavia, sembra voler insistere su una diramazione di binari morti: un indie-pop destinato più a un’ipotetica Mtv generation che a un pubblico veramente interessato alla novità.
Se è vero, infatti, che Au Printemps porta con sé i germogli di una primavera tarda, questa primavera sembra quasi farsi metafora di una musica concepita per l’adolescenza, stagione primaverile per eccellenza in cui trionfano colori e odori ancora acerbi.
Salvo l’apertura, affidata a una bizzarra (ma funzionale, con quell’assaggio di synth-pop alla Kylie Minogue che ti saresti aspettato per tutto il disco) Both, l’opera procede sprofondando sempre più, persa nella rapidità di brani (il più lungo è di 3:26) che, le poche volte che ti sfiorano, non riescono mai catturarti del tutto. Il background è quello del revival 50’s/80’s (ri)pescato, fra gli altri, da She & Him, Tennis, Camera Obscura: un’operazione che avremmo anche capito qualche anno fa, quando un po’ tutti si giocava a rifare i coffee bar del nord-ovest americano coi juke-box e la brillantina, ma che ora sembra (fortunatamente) fuori tempo massimo. Tanto più se i Lava Lava Love mescolano questa già rimescolata minestra con i 90’s più televisivi possibili:Green Day, Blink 182, Good Charlotte (ascoltare Don’t Try To Get In My Life per credere). Nei migliori dei casi, Au Printemps si fa disco autocritico sullo spirito adolescenziale: arriva a ricordare chi nei 90’s ha fatto di quello spirito motore portante di critica identitaria e sociale, come Eels (All The Children Want Their Milk, Annie Serena Malahus), R.E.M. (Right Time), Nirvana e così via.
Si accennava prima ai binari morti. In realtà i binari sotto questo treno non sono ancora stati costruiti o, per lo meno, debbono sicuramente essere riparati, oliati e collaudati. Tutto è possibile: d’altronde, la cosa bella della primavera è che presto matura e diventa estate.
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