Recensioni

Reduci entrambi dal successo delle loro prove da sophomore, Khruangbin e Leon Bridges hanno condiviso tra il 2018 e il 2019 un lunghissimo tour in Nord America, condividendo palchi e camerini. Proprio in quei piccoli momenti di respiro tra un viaggio, i soundcheck e i post concerto è nata l’intenzione di rinchiudersi in uno studio e buttare giù qualche idea. Texas Sun è il frutto di quelle recording session. Pubblicato dalla combo Columbia e Night Time Stories (label sorella della più famosa LateNightTales), Texas Sun è – nonostante sia poco più che un EP – un interessante momento di incontro tra il western funk tarantiniano degli aeroplani texani e il soul di Leon Bridges.
Nulla di meno scontato, anche perché chi conosce la produzione di ambo le parti sa benissimo che gli equilibri di una band prettamente strumentale non sempre si sposano con la prepotenza lirica e vocale di un soul man come Bridges e, invece, queste tracce filano che è una bellezza. A partire dall’omonima opening track, una sorta di Neil Young sotto acido – cosa che non stupisce particolarmente, in realtà – in viaggio per il Sud, con la voce di Bridges che si incastra perfettamente tra slide guitar e bassi ancheggianti. Midnight è, invece, proprio un classic Khruangbin: drummin’ bello essenziale, basso e chitarre suadenti al punto giusto, e Bridges che danza sui tappeti stesi dai tre, decorando magnificamente l’apertura del ritornello con una melodia terrificante in quanto ad efficacia e bellezza. E da lì si va poi verso C-Side e Conversion, tracce di ottima fattura che dimostrano un affiatamento e un’intesa fuori dal comune tra i musicisti. «Abbiamo provato a non metterci troppa intenzione, perché ostacola quello che vuole fare la musica. Abbiamo aperto il nostro mondo per far entrare un’altra persona», ha rivelato Laura Leezy, bassista dei Khruangbin, e questa dichiarazione sintetizza al meglio Texas Sun: due anime agli antipodi che si incontrano, si piacciono e decidono di fare un pezzo di strada assieme. Anche in amore va così, non è vero?
Non si sa come andrà a finire tra i Khruangbin e Leon Bridges, se ci sarà un seguito, se faranno un altro album o magari se si lasceranno e continueranno ognuno per la propria strada, però era giusto, per tutti, che fermassero quel bel momento su nastro. Ottima prova.
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