Recensioni

I Jenny Penny Full sono un quartetto indipendente di origine veronese attivo ormai da circa tre anni, giunto al fatidico primo album in studio, intitolato Eos e in uscita il 22 febbraio 2016 per Vaggimal Records. Dietro alla produzione di questo lavoro rifinito, curato e spazzolato fino a brillare come una scarpa di cuoio pregiato, troviamo il collettivo C+C=Maxigross, punta di diamante dell’etichetta che prende il nome dalla frazione di S. Anna d’Alfaedo.
Eos si presenta fin dai primi istanti come un disco etereo, dall’impalpabile concretezza, come se fosse rivestito da un sottile velo di talco. I richiami sonori che sopraggiungono a partire dalla corale (e quasi jazz sul finire) Freezing Orchestra includono da un lato il duo franco-finlandese The Dø, specialmente per la voce cristallina di Giulia Vallisari, dall’altro invece The xx, in particolare quando la chitarra si sofferma su arpeggi di vetro e le ritmiche diventano calde, come ad esempio in Far Continents e, ancora di più, in Solar. Ciò che risalta della musica dei Jenny Penny Full è il respiro che possiede ogni pezzo, calcolato per essere molto arioso e ricco di silenzi; inoltre, l’inglese scorre liscio e non fa storcere il naso, sicuramente un punto a favore. Proseguendo l’ascolto, Liquefy ritorna sui primi passi jazzanti, mentre Of Oceans and Mountains fa sentire il proprio animo folk, il quale si espande in una Her à la First Aid Kit e tocca Pocket Full of Stones. La trascurabile Supernova funge da preludio ad Aloud (feat.C+C=Maxigross), dove è ancora la voce a trionfare – stavolta su una base di pianoforte – come unico elemento imprescindibile e capace di impreziosire i momenti meno riusciti. La Reprise chiude il tutto con il suo andamento in reverse, dove la curva ADSR si ripiega su sé stessa come un foglio di carta.
Se è vero che si tratta di un esordio minuzioso nella forma, è vero anche che in Eos non vi sono tracce evidenti di qualcosa che si possa definire in gran parte originale o personalizzato. Magari è solo questione di tempo per i Jenny Penny Full, che per ora hanno dimostrato un potenziale da tenere rigorosamente sott’occhio.
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