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I sei anni che dividono Fructus, ultimo lavoro della trilogia in cui figurano anche Valetudo e Flores, da Preghiere Contemporanee sono sintomatici di un vero e proprio processo di maturazione, fiorito all’ombra di una personale visione panteista del mondo.

IACAMPO non fa mistero di aver lavorato alla struttura del nuovo disco in una condizione di spazio e tempo sospesa, durante cui una piccola fattoria a un paio di chilometri dalla laguna veneta è diventata rifugio anche nella lunga parentesi pandemica. Parliamo dunque di un lavoro denso, strutturato che, invece di perdersi nelle pieghe della stanca rassegnazione, riverbera ad ogni nuovo ascolto, portando con sé sfumature di significato che sembravano essere sfuggite prima.

La forza motrice di Preghiere Contemporanee sta proprio nella scelta manifesta di affondare le unghie in una dialettica dall’afflato liturgico che però non inciampa in una didascalica narrazione religiosa. Basta scorrere i titoli in scaletta per averne un’idea precisa: Dio / Regno / Gesù / Anima / Amore / Alleluia sono vocaboli cardini che si intrecciano al naturale germogliare dei brani, duttili nel loro prestarsi a diversi piani interpretativi eppure perfettamente malleabili, cioè capaci di lasciare uno spazio che può essere riempito dalle suggestioni di chi ascolta.

Si percepisce con nitidezza il fluire di un percorso in cui passato, presente e futuro si muovono su binari paralleli. Quello che sembra aver trovato IACAMPO è una forma di pacificata consapevolezza: (Perché ho trovato nel posto del Cuore / la roccia più dura) canta in Mondo Parallelo, riflessione sulla forza salvifica dell’amore, seguita dalla suggestiva Quanto Somigliamo a Dio che, insieme al blues di Anima Piena, aprono l’album ad uno spurio e latente gospel, laico nelle intenzioni ma ‘sacro’ nella resa.

A tener banco negli ‘appena’ nove brani è una scrittura che tiene dritta la barra dell’ispirazione: l’invettiva contro quella forma di potere che punta al predominio di Gesù l’aveva detto prepara il terreno alle conclusive Come Due Cuori (E se ho due cuori / Io te li mostrerò) e In Tutti i Miei Guai (Non credi più a niente / Ma stai per vedere), una lunga e sentita preghiera laica per un’umanità che sembra aver perso molto più della sola fede.

Preghiere Contemporanee è un viaggio che puoi compiere con spirito da pellegrino, agnostico o miscredente e riuscire a trovare ugualmente una forma archetipa di verità.

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