Recensioni

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Tesa musica marginale, potremmo dire di questo Europa giocando col titolo di un altro album italiano di qualche tempo fa passato sotto silenzio. Nello specifico, l’ultimo degli Anatrofobia, con cui le affinità, è bene dirlo, finiscono qui, in questa suggestione catturata al volo ascoltando un lavoro pretenzioso e perfettamente centrato com’è quello degli Hyaena Reading. Art-rock teso e vibrante, marginale per la sua richiesta di impegno e attenzione superiore alla media di un gruppo “indie italiano”, in cui disimpegno e semplicità sono termini sconosciuti e che cozzano (cozzerebbero) alla grande col contenuto di queste dodici tracce di poesia dell’impegno civico.

L’Enfance Rouge da una parte e Massimo Volume dall’altra sono le stelle del mattino di Europa: gli uni per le commistioni linguistiche e la fierezza iconoclasta che li ha fatti assurgere a nomadi del rock trasversale; gli altri per l’utilizzo della tensione narrativa all’interno di un corpus compositivo di matrice 90s, gli intarsi di chitarre soprattutto, ma evidentemente al di sopra della media di una contemporaneità vacua e stantia, fatta di slogan preconfezionati e dischi dall’appeal impercettibile. Francesco Petetta (voce, testi), Emanuele Celegato (chitarre), Gianfilippo Bonafede (chitarre) e Estelle Rouge (synth, rumori, nastri) non strombazzano pedigree da ben inseriti né rivendicano nulla più di una (notevole dose di) attenzione per ciò che hanno da dire e per come lo dicono. La nostra, per quel che conta, l’hanno avuta e non ce ne siamo pentiti affatto.

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