Recensioni

Dopo aver infranto i sogni dei fan milanesi dando buca – all’ultimo – il maggio scorso, Holy Other è di nuovo ospite dell’emergente realtà S/V/N/. La location è quella dello Spazio Concept  – in zona Tortona – e il giovane produttore di Manchester questa volta si presenta in anticipo, tanto da trovare il tempo per scambiare quattro chiacchiere con i primi ospiti del locale rivelandosi un piccoletto affabile e alla mano.

Un’imponente consolle, con tanto di palchetto, è installata nella sala grande del locale quasi colma dalla quantità di gente tra habitué dello Spazio Concept e pubblico richiamato dall’evento.  La neve inizia a farsi fitta mentre, all’interno, parte a suonare “la spalla” Go Dugong, interessante progetto italiano che (almeno quanto parso dal live set) coniuga strutture wonky a sensazioni ipnagogiche senza disdegnare cassa dritta e un assordante finale al rumore bianco.

Dopo una breve pausa le luci si spengono e viene azionata qualche macchina del fumo: sale in cattedra Holy Other, pur senza il tipico velo nero in testa. Nonostante sia un live di presentazione per Held – concettualmente il remake di quello andato in fumo la scorsa stagione – si fa presto ad accorgersi che live il ragazzo inglese suona parecchio differente dal disco, sfoderando alcuni sample inediti. Il sound decisamente più “pompato” fa riscoprire Holy Other in una veste particolamente rave, con bassoni che ti rimbalzano nello sterno e una drum machine più martellante. In certe occasioni, sul finale, si perde a creare qualche drone smanopolando un po’, ma resta comunque una performance di altissimo livello. Unica nota negativa, un settaggio dei volumi non proprio all’altezza della situazione: qualche decibel in meno avrebbe risparmiato dei fastidiosi riverberi.

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