Recensioni

Il buzz su Holy Other era già partito l'anno scorso, spinto dal semplice fatto di essere il nome nuovo alla Tri Angle già casa di Balam Acab, oOoOO e How To Dress Well. Poi si è sviluppato sui punti di forza del personaggio (su tutti la solita aria misteriosa, che stavolta riguardava anche il sound offerto, sempre indefinito e claudicante) giostrandosi tra promesse di una certa levatura e azzardati paragoni a personaggi anche più blasonati come James Blake, fino ad arrivare nei tempi recenti a vere e proprie forzature (vedi l'inclusione fuori luogo all'interno di un'analisi sul nuovo r'n'b accanto a Frank Ocean, Miguel e Drake). E dire che quanto espresso prima di Held non è mai stato esattamente una bomba e, a parte forse un pezzo come Touch, rientrava senza grossi colpi di coda nella normale prosecutio witch house verso un giro di gorewave più ambizioso.
L'album no. Held è disco già più interessante, mostra carattere e trapela autonomia e originalità rispetto ai giochi post-witch. La formula alla base è semplice: muovere il sound gore verso un nuovo livello di modernità ritmica, guadagnando un livello di consistenza più efficace pur mantenendosi sempre sottopelle, evitando la svolta palese che possa spiazzare. L'orecchio allenato sarà compiaciuto di vedere una (W)here muoversi a passo felpato dall'ombra witch agli specchi dubstep, fino all'incremento di velocità che quasi sfocia nell'ambient house, ma il bello è che tutto resta tranquillamente oscuro all'ascoltatore Tri Angle, che lo vedrà come un nuovo, opportuno livello di corposità sonora senza che ciò comporti alcuna difficoltà di fruizione.
È qualcosa che si ripete in U Now e Tense Past, brave nel non dar segni di stacco eppure più vicine al post-dubstep di quanto si possa pensare, e nella titletrack, che gioca dall'inizio alla fine in bilico tra house d'atmosfera e corrispettivo chill out, sempre puntando su riconoscibili attrezzi del mestiere gore. Il passo avanti del producer mancuniano oggi sta tutto nei beats, perché in fondo le ombre restano quelle già note del filone, brani come Love Some1 e In Difference valgono per lo spessore delle sensazioni ma non dicono nulla di nuovo rispetto a quanto già espresso da oOoOO e Balam Acab. Eppure Held funziona per scioltezza, suona giovane e dinamico e verrà accolto come una bella ventata di novità lungo un percorso preso a reinventarsi dopo l'accartocciamento della witch house. Non sarà il ribaltamento radicale pensato dai Purity Ring, ma è appagante abbastanza da reggere il paragone.
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