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7.4

Finalmente, dopo anni in cui ha rappresentato uno dei segreti più affascinanti dell’underground statunitense, Helado Negro inizia a raccogliere un po’ di attenzione anche qua dalle nostre parti (i milanesi poi potranno ascoltarlo live in occasione concerto del 18 aprile di Beirut, a cui farà da opening-act), dove, nonostante le sporadiche segnalazioni di alcuni acuti osservatori, continuava ad essere un culto per pochi intimi: eppure Roberto Carlos Lange, figlio di emigrati dall’Ecuador, cresciuto nella solare (e ricca) Florida ma trasferitosi a New York per cercare fortuna, vanta una carriera ormai decennale, avviata con gli alias Epstein e Boom & Birds e con le collaborazioni con Prefuse 73, di cui quella firmata con l’alias Helado Negro rappresenta la parte più consistente ed efficace.

Dopo gli esordi più acustici e tropicalisti del debutto Awe Owe e del mini-album Pasajero, la proposta di questa principale incarnazione artistica di Lange ha preso una piega sempre più elettronica e contemporaneamente pop, unendo di disco in disco, intimismo e universalità. Se il sophomore Canta Lechuza si pone probabilmente all’estremo più pop, tutta la produzione collaterale di EP e altri formati affonda nello sperimentalismo più ambient, mentre almeno dal 2013 sempre più centrali sono diventati i testi. Conferma questo trend anche il nuovo This Is How You Smile, ispirato per tutta la sua durata dall’adolescenza trascorsa tra le stradicciole della soleggiata Florida insieme al fratello poco più grande: quaranta minuti in cui le radici latine (mai dimenticate e spesso sottolineate dall’alternanza tra spagnolo e inglese nel cantato) vengono diluite in un placido ed effettato synth-pop, come se l’Arto Lindsay più carioca incontrasse il Robert Wyatt più minimalista ed eighties, il tutto arricchito con uno sguardo che non ha la polemica del precedente Private Energy (il cui singolo di lancio era intitolato Young, Latin & Proud), ma preferisce indugiare su una visione maggiormente conciliante, dove il colore della pelle è meno importante di ciò che si porta dentro al cuore e dove, soprattutto, l’altro, sia esso il diverso o un antenato capace di condizionare le nostre abitudini, non è mai guardato con ostilità bensì con tenerezza e solidarietà.

Non è un caso dunque che insieme allo stesso Lange facciano capolino, tra i solchi di questo avvolgente e toccante This Is How You Smile, amici e collaboratori più o meno storici (dalla brava Xenia Rubinos al fidato Sufjan Stevens), tutti talmente integrati nel sound sospeso e pulsante di Helado Negro da risultare quasi impercettibili, semplicemente funzionali al meraviglioso risultato finale.

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