Recensioni

6.9

CD + DVD, per il nuovo disco dei Grimoon, tanto per sottolineare ancora una volta la propensione cinematografica, oltre che musicale, del progetto di Alberto Stevanato, Solenn Le Marchand e soci. Se in Super 8 la band allegava all’album un vero e proprio film con tanto di attori, in Vers la Lune ritorna alla creazione artigianale autarchica, sommando stop-motion, personaggi costruiti a mano (principalmente da Stevanato e Le Marchand), qualche effetto computerizzato e, ovviamente, suoni.

Il DVD in questione è il classico oggetto fascinoso carico di sci-fi e surrealismo psichedelico, e racconta la storia di tre alieni (e un gatto su ruote) – arrivati anni prima sul nostro pianeta e imprigionati dai terrestri – che partono da una Terra desertificata a causa di un conflitto nucleare per intraprendere un viaggio nello spazio. Tra uccelli giganti assemblati con scarti di lamiere, macchinari automatizzati per lanciare le stelle nel cielo, mondi sommersi, i Nostri dovranno riuscire a sopravvivere e a tornare al punto di partenza da vincitori.

Più che in altri dischi dei Grimoon (in cui comunque c’è sempre stata una grande attenzione per la parte visuale del progetto, quando non una sezione dedicata), in Vers la Lune ci pare che l’integrazione tra immagini e musica sia completa e senza segni di cuciture tra progetto audio e video. Tanto che le tracce del CD, in qualche caso, sembrano perdere un po’ di spessore quando non sono associate alle immagini del film, cosa mai accaduta prima in un disco della band. Si parla di gestione degli spazi nel flusso sonoro, di testi, ma anche di estetica, quest’ultima profondamente connessa al tema centrale del DVD grazie a un tripudio di Mellotron, synth, organi, Clavinet, echoes, sega musicale (quella del Black Heart Procession, Pall Jenkins) e mood onirico-startreckiano. Il tutto travisato e corretto dal rock lisergico, crepuscolare e melanconico tipico della formazione veneta – decisamente in armonia con l’iperspazio più profondo, ascoltatevi Á Là Derive – che qui tuttavia sembra fare un passo indietro per mettersi volentieri a disposizione delle immagini.

Considerato in tutte le sue parti, il lavoro ci pare ben riuscito e piuttosto originale, valorizzato ulteriormente da un approccio giocoso ma professionale che regala qualche momento davvero godibile. Del resto non si può non tifare per creature così atipiche, creative e ai limiti dell’immaginazione: stiamo parlando degli alieni, ma anche dei Grimoon.

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