Recensioni

Si inizia alle 20:30 spaccate, e al Mediolanum Forum c’è chi ancora cerca di trovare il suo posto. Scaletta ampiamente prevedibile e prevista – concerto diviso in tre parti: prima Council Skies, poi cose precedenti degli High Flying Birds, gran finale con gli Oasis.
Noel come sempre di poche parole, forse solo dopo una ventina di minuti un primo didascalico “ciao Milano”. L’occasione del live a Milano però non poteva scappare dal punto di vista calcistico, e a parte il cartonato di Pep Guardiola, sempre presente in tour, è d’obbligo il riferimento all’ultima finale di Champions League (Manchester City, del quale Noel è leggermente tifoso, vincente contro l’Inter). Anche gli interisti, però, sembrano non far troppo caso alle “dediche” del nostro – potere della musica, o forse del fatto che l’Inter giocava e vinceva in contemporanea.
Easy Now (da Conuncil Skies) con potenziale da Masterplan per gli anni a venire. Noel e il gruppo in grande forma per You Know We Can’t Go Back (da Chasing Yesterday) e We’re On Our Way Now (da Back The Way We Came: Vol.1). Dead In The Water, chitarra voce e tastiere, è quintessenza ghallagheriana.
In un paio d’occasioni Noel solletica la folla proponendo cose che sappiamo già non farà (“volete Talk Tonight? volete Stand By Me?”), per poi accomodarsi su altro, che va bene comunque, ma sicuramente il Forum l’avrebbe barattata The Importance Of Being Idle per un classico.
Piccolo momento di imbarazzo quando, appena tornati sul palco per l’encore, Noel chiede se piace Bob Dylan, prima della cover di Quinn the Eskimo – forse un paio di sì in tutto il palazzetto, e Noel laconicamente: “spero che questo pezzo piaccia ad entrambi”.
Live Forever sarebbe per Liam, ma Noel l’ha scritta, ha diritto di metterla in scaletta, e la sostanza c’è. È già iniziato più o meno da Half The World Away, ma il karaoke diventa totale con Don’t Look Back In Anger, per un finale che ormai è abitudine.
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