Album
Council Skies
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Edoardo Bridda
- 17 Gennaio 2023
Anticipato nell’ottobre 2022 dal singolo Pretty Boy, che svelava la collaborazione con Johnny Marr degli Smiths e ha giovato di un remix firmato, addirittura, da Robert Smith dei Cure, Council Skies è il quarto album di Noel Gallagher con i suoi High Flying Birds, in uscita a giugno 2023. Il disco, che segue a ben sei anni di distanza Who Built The Moon, sembrerebbe solo in parte ricollegarsi alle più uggiose ed elettroniche produzioni del Nostro, come dimostrato dal secondo singolo estratto, Easy Now, pubblicato a gennaio. Già dalle prime note, appare evidente come il più grande dei fratelli mancuniani più famosi al mondo cerchi di riprendersi lo scettro di songwriter di razza, lanciandosi in una classica ballad delle sue dal sapore psichedelico, corale e, naturalmente, beatlesiano. Gli anni ’60 e ’70 e un certo poptimismo romantico tornano dunque ad essere di casa: Easy Now è, senza girarci troppo intorno, un ritorno alle familiari atmosfere Oasis – con buona pace del pur convincente Liam solista; la superballata che i fan aspettavano da, probabilmente, decenni.
Una voglia di classicità ribadita dal terzo singolo, Dead To The World, uscito il 24 marzo: una ballata soffice e sospesa, orchestrale e cinematografica, tinta di una tenue psichedelia di marca primi Floyd (versante Rick Wright). Ha detto a proposito Noel: “Dead to The World è di certo il mio brano preferito del disco. Ha la stessa vibe di un film noir. È qualcosa che non ho mai fatto prima, molto melancolico, mi piace. Sono del segno dei Gemelli – ho degli up e down, il trucco è trovarsi a metà via e trasformare il tutto in musica”.
A proposito dell’apripista Pretty Boy, Gallagher aveva dichiarato di aver preso l’ispirazione intonandolo come avrebbe fatto David Bowie, una trovata per far parlare di sé, probabilmente; ma c’è da dire che il pezzo, nell’alternanza tra umbratile folktronica, psichedelia scura (ci sono dei sentori vagamente Church) e rinforzi punk rock, convince. Il remix a opera di Robert Smith, con una parte di batteria che grida “tardi Cure” (altezza Bloodflowers) a ogni colpo, risulta un po’ appesantito rispetto alla versione originale, ma è comunque un ascolto interessante.
Secondo la nota stampa il quarto lavoro di Noel Gallagher è una “rivendicazione del passato” e un omaggio alla sua Manchester e vanno in questa direzione artwork e immagine coordinata. Il titolo del disco è, infatti, ispirato da un libro dell’illustratore e amico Pete McKee, mentre la copertina è affare di Kevin Cummins. Il disco è stato inoltre registrato nei personali Lone Star Sound Recording Studios a Londra, mentre gli archi sono stati incisi presso i leggendari Abbey Road Studios, come c’era da aspettarsi visti i suoi trascorsi e una recente comparsata in If These Walls Could Sing, il documentario di Mary McCartney dedicato ai famosi studi di registrazione.
Al solito, il lavoro è un affare autarchico con Noel anche nelle vesti di produttore assieme a Paul “Strangeboy” Stacey, collaboratore e amico di lunga data.
Sto tornando alle mie origini. Sognare ad occhi aperti, alzare gli occhi al cielo e chiedermi cosa potrebbe essere la vita… questo vale per me oggi come nei primi anni ’90. Quando stavo crescendo in condizioni di povertà e disoccupazione, la musica mi ha salvato… un po’ come “Top of the Pops” in TV ha svoltato il giovedì sera, ti immergevi in un mondo fantastico. È quello che penso dovrebbe fare la musica. Voglio che la mia musica elevi ed aiuti in qualche modo
Noel Gallagher
Del resto sta sempre lì la differenza tra i due Gallagher, Noel rivendica da sempre lo status di songwriter e artigiano rock vecchio stile, Liam si è invece affidato a una squadra di scafati co-writer e produttori ottenendo, anche grazie a loro, un insperato successo internazionale. Successo che, pur ammesso con fair play nel corso di alcune interviste, non deve esser proprio passato sotto coperta dato il no secco imposto dall’autore di Wonderwall alla riproduzione dei brani degli Oasis sia nel film concerto di Liam Knebworth 22, uscito nelle sale britanniche nel 2022, sia in ogni messa in onda futura del live di Wembley in onore di Taylor Hawkins a cui il fratello ha partecipato.
Su SA trovate numerose recensioni della discografia degli Oasis, comprese quelle dei classici (What’s The Story) Morning Glory e Be Here Now, e potete rileggere / riguardare Wonderwall, brano protagonista di una delle nostre videoclip story. Sempre a proposito di film sulla formazione mancuniana, nel 2016 è uscito Supersonic, pellicola che ripercorre la storia del gruppo dagli esordi al successo planetario (recensione di Davide Cantire).
Noel Gallagher presenta Council Skies nell’unica data italiana l’8 novembre 2023 al Mediolanum Forum di Milano. Vendita generale dei biglietti dalle 10:00 di giovedì 30 marzo su ticketmaster, ticketone e vivaticket.
Tracklist
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Discografia
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- 1 I'm Not Giving Up Tonight
- 2 Pretty Boy
- 3 Dead To The World
- 4 Open The Door, See What You Find
- 5 Trying To Find A World That's Been And Gone
- 6 Easy Now
- 7 Council Skies
- 8 There She Blows!
- 9 Love Is A Rich Man
- 10 Think Of A Number
- 11 Bonus Track – We’re Gonna Get There In The End
