Recensioni

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Incontrato poco tempo fa con l’ottimo Soldier’s Requiem, torna a stretto giro di posta l’ex Yellow SwansGabriel Saloman. E lo fa con un altro lavoro particolare, proprio come quel disco dello scorso anno che, pur presentandosi alle nostre orecchie come una sorta di “colonna sonora per l’ultimo uomo sulla terra”, era in realtà stato pensato per una performance di danza.

Stesso discorso per questo Movement Building Vol. 1, composto a corredo, anzi quasi a spina dorsale, per lo spettacolo “Re-Marks on Source Material” della coreografa Daisy Karen Thompson. Anche qui ambient mefitica basata su oblungazioni droney che si rifrangono in due lunghissime suite gemelle – una in realtà (The Discipline Body) spezzata in due dalla distanza del vinile – con la prima basata su un plumbeo drone di chitarra, tanto minimale quanto efferato nel suo crescendo contrappuntato da sparse percussioni, e la seconda a muoversi su un canovaccio simile ma lievemente più malinconico, per poi aumentare il peso delle frequenze basse e deflagrare in una chiosa white noise. Al solito, grana del suono ben definita e atmosfere sempre evocative per un artista che si sta mostrando maturo e lineare nel proprio percorso sonoro e artistico. A breve il volume due, sempre su Shelter Press, e l’accoppiata compilativa in CD.

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