Recensioni

Dopo Piñata l’asticella era settata ad altezze vertiginose: del resto parliamo della collaborazione tra due pesi massimi nelle rispettive categorie. Madlib è il leggendario producer-stregone, immerso in una coltre di fumo e costantemente sepolto a scavare alla ricerca di sample in una collezione di dischi che la leggenda narra arrivare alle 4 tonnellate di peso. Dall’altra parte c’è Freddie Gibbs, praticamente una reincarnazione di Tupac con sede a Gary, Indiana, virtuoso del flow prestato a un epica stradaiola di gelo e cocaine, fresco di processo per violenza sessuale (ma è stato assolto) e un aura da rispettatissimo outsider.
Bandana è un altro ottimo disco di gangsta boom-bap impreziosito dalla patina jazzata tipica delle produzioni firmate Madlib, con qualche importante novità. Anzitutto il rapporto di forza tra i due sembra qui lievemente invertito: se nella collaborazione precedente erano i beat di Madlib a spadroneggiare, sostenendo un Gibbs comunque in forma smagliante, qui è soprattutto Freddie ad emergere. Ritmiche serratissime e una penna profonda come non mai, tra una narrazione criminale (ma mai davvero celebrativa, vedi Crime Pays) e affondi politici, frecciate a sfondo razziale e introspezioni più sentimentali. I beat dello stregone sono sempre di un livello altissimo, ma stavolta – come lui stesso ha orgogliosamente annunciato su Twitter – la novità metodologica è determinante: il disco è stato interamente prodotto via iPad. Una scelta che porta con sé due conseguenze: primo, le percussioni sono innegabilmente più “pulite” e fredde del solito; secondo, la struttura dei brani è quantomai arzigogolata e zeppa di twist. Non succede praticamente mai che un beat sorregga la traccia dall’inizio alla fine, e abbondano le code cangianti. Se sia un bene o un male è lasciato ovviamente al gusto dell’ascoltatore, ma l’esperimento è senza dubbio interessante.
Da menzionare anche le ospitate di lusso, con un parco ospiti decisamente altisonante: Anderson .Paak, Black Thought, Pusha T e Killer Mike. Delude lievemente solo l’ultimo, un po’ sottoutilizzato e relegato ad un misero ritornello, peccato. Insomma, nonostante manchino stilettate alla pari di una Real dell’episodio precedente, la coppia si conferma una garanzia.
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