Recensioni

A sentir partire il primo brano di questo Family Album viene subito da pensare che i Faun Fables siano l’alternativa proveniente da Oakland alle Forbici Di Manitù, impressione che non ci abbandona completamente per tutte le quindici tracce, anche per merito del flauto che a più riprese abbellisce le composizioni e dona un tono fiabesco a questo lavoro.
Sebbene coadiuvati da un manipolo di musicisti, i veri protagonisti sono Dawn “The Faun” McCarthy e Nils Frykdahl, spesso impegnati in duetti sentimentali e ben riconoscibili grazie alla personale cifra stilistica di ognuno. Lo stile drammatico di Nils si alterna infatti all’approccio brillante della Dawn, spingendosi fino ai toni clericali dell’inno tradizionale Higher ed alla concitazione folk di Carousel And Madonnas e Eternal.
Il violoncello di Marika Hughes colora le romanticherie di Joshua e precede Nop Of Time, una deliziosa canzoncina scritta ed interpretata da una bimba di sette anni. Certamente identificabili come la versione ancor più melanconica dei Devics (basti ascoltare la splendida Preview), i Faun Fables pubblicano un terzo album di tutto rispetto, che risente positivamente del tour intrapreso al fianco di Bonnie ‘Prince’ Billy. Una raccolta di ballate scritte al lume di candela ed assolutamente svincolate da qualunque tendenza o costrizione.
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