Recensioni

Essere e sentirsi giovani nel 2014. Una condizione di estrema precarietà e disillusione che rende il futuro nebbioso e incerto come non mai. Si fa quindi sempre più necessario trovare vie di fuga in grado di portarci lontano – almeno per qualche ora – dall’asfissia della realtà, e uno dei luoghi migliori, oggi come oggi, non può che essere un concerto allestito dai perugini Fast Animals and Slow Kids. I Nostri arrivano al Circolo degli Artisti (tornato finalmente a pieno regime dopo il periodo di lavori) per gridare nella stessa lingua del pubblico accorso a vederli. Quella lingua fatta di rabbia, di amicizie e amori andati a male, di passato e di quel futuro che (non) sarà. Stringendo i cuori e facendoli esplodere quasi fossero ordigni.
Per la deflagrazione ci vorrà ben poco. Giusto il tempo che i vortici di Overture, traccia d’apertura dell’ultimo Alaska, ci risucchino nel mondo di Aimone&co. Poi è solo questione di lasciarsi andare un po’ (parafrasando) e farsi travolgere dai sing-along di Coperta e Calci in faccia, dall’esistenzialismo di Come Reagire al Presente e A Cosa Ci Serve, dal passo epico di Calce e dagli inni generazionali di Il Mare Davanti e Gran final. Il resto è roba da tipico concerto punk. Stage diving e sing-along come se piovessero. Sudore e ossa che fanno crack, ma a quelle avremo tempo di pensare domani mattina.
Nel frattempo ci basta sapere che non siamo soli. E che abbiamo a chi affidare la nostra rabbia e le nostre angosce. Sì perché i Fast Animals and Slow Kids ci hanno dimostrato, ancora una volta, di avere le spalle belle robuste e due polmoni carichi d’aria.
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