Recensioni

4

Questo 17 è stato venduto come il Watch the Throne nostrano: l’album collaborativo tra due pesi massimi del panorama hip hop italiano che, dopo qualche lecita concessione a tentazioni mainstream, tornano finalmente a fare rap sul serio, a spaccare, a parlare di strada e vita vera, incastrando rime e punchline assassine meglio di chiunque altro. Insomma, una gran cazzata. Perché in realtà abbiamo tra le orecchie un prodottino studiato a tavolino per tenere in linea di galleggiamento due carriere abbondantemente allo sbando da anni: che da queste parti Emis Killa non sia mai stato particolarmente amato è cosa risaputa e dichiarata (a prescindere da maracanate varie), e aggiungiamoci pure le imbarazzanti querelle social con le femministe di turno dell’ultimo periodo. Jake invece ha sfornato cioccolatini come questo e questo. Diciamo che svendersi a tal punto e riuscire comunque a restare credibile è una cosa che ti riesce solo se ti chiami Wiley, o da noi – forse, in parte – Fabri Fibra (?). 

Tutto questo per dire che siamo davanti a un’operazione comeback con la freschezza e la genuinità di una confezione di 4 Salti in Padella (e una copertina che purtroppo è lì da vedere). Le due leggende viventi si limitano a ribadire quanto siano veri e maledetti, reiterando i soliti 4 cliché per 17 pezzi. Sono fiori del male con la coscienza annerita, malandrini con i pacchi sotto ai motorini, gente vera che viene dalla strada, eccetera. Le ospitate sono poche e tutte paracule, e si riesce pure a usarle male: vedi Fibra e Tedua buttati un po’ a caso a fare solo i ritornelli. Poi oh, è chiaro che comunque Jake rappa meglio qui che in 6 di Mattina. Se può bastare, ok. 

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette