Recensioni

Emis Killa sicuramente ha avuto i suoi meriti nel portare il rap italiano verso la melodia (o viceversa), e sicuramente la sua sbragata commerciale ha contribuito forse irreversibilmente a pregiudicarne la percezione nel grande pubblico. E quasi altrettanto sicuramente recriminargli ancora Maracanà nel 2018 ha ormai poco senso. Ciò non toglie che Supereroe è un disco dimenticabilissimo e sovraccarico di retoriche buoniste. Certo, fare peggio di Terza Stagione era improponibile, e infatti non succede. Ma da qui alla sufficienza ce ne passa.
Glissando sulla già detta patina disneyiana del concept fumettistico alle spalle, musicalmente il disco è davvero poca cosa. Le marce inseribili sembrano essere solamente tre: c’è il pezzo pop melodico e intimista (Open Water, Fuoco e Benzina, Quella Foto di Noi Due, Come Fossimo Cowboy, Mille Strade), la sbrag(g)ata trappara (Cocaina, Claro, Adios) e il singolo più ballabile, magari condito da qualche spezia latineggiante (Donald Trump, Rollercoaster). Il tutto oscilla in una scala che va dall’imbarazzante al – nei (pochi) casi migliori – trascurabile.
La scrittura si accontenta di crogiolarsi nei soliti cliché, tra amori adolescenziali patinati il giusto («Sei solo tu quello che ho / l’unica droga cui non ho saputo dire no»), celodurismo trap («Poca stima per ‘sti fake / parlo solo con i miei») e qualche demone interiore che chiama solo tanti sbadigli («Ormai non ho più un cuore c’ho un buco nel petto / nel mio mondo piove c’ho un buco nel tetto / nel cassetto libri che non ho mai letto / nella testa cose che non ti ho mai detto»). Alle spalle, produzioni col pilota automatico, tanti soldi a disposizione per l’immancabile carrellata di ospitate trash (Guè, Vegas Jones, Capo Plaza, Carl Brave, Gemitaiz) e qualche chiaroscuro morale: vedi la presenza di un fervente sculacciatore di tredicenni nel disco dedicato ai supereroi di ogni giorno, come «le madri e i padri che si sacrificano una vita per tirare su al meglio i figli», «i pompieri che rischiano la propria vita per salvare quelle degli altri» e Mr. Incredibile che aiuta la vecchia a salvare Fuffi aspirante suicida dalla cima dell’albero. Mio Dio.
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