Recensioni

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I Duran Duran ci provano per la quattordicesima volta: richiamano Nile Rodgers alla produzione (il chitarrista degli Chic aveva prodotto The Wild Boys e remixato The Reflex) insieme a Mr Hudson, qualche personaggio di punta del pop contemporaneo (Kiesza, John Frusciante, Janelle Monàe, e il cantante della band danese Mew Jonas Bjerre) e assemblano una dozzina di canzoni per andare in tour. La voglia sicuramente c’è, assieme alla voce di Simon Le Bon, ma sono le idee a mancare.

Tre pezzi decenti: Pressure Off con la Monàe e Rodgers, il funk elettrico della title track con Mr Hudson e il synth pop di Face For Today. Per il resto un’imbarazzante incursione dance con Kiesza (Last Night In The City), addirittura una visione semi-hip-hop (You Kill Me With Silence), la ballad da accendino (What Are The Chances?), il tormentone dancey per eventuali remix (Danceophobia), il pezzo brit pop (Sunset Garage) e altre amenità prescindibili.

I Duran non mollano, ma sono lontanissimi i tempi in cui anche se immersi nel sound del loro tempo, avevano qualcosa di interessante da dire. Il sound contemporaneo qui se lo vanno a cercare, e purtroppo non riescono a modificarlo, anzi, ne sono spiacevolmente succubi. Se avessero affidato la produzione dell’intero disco a Rodgers, invece di affiliarsi per qualche traccia a Mark Ronson (che li aveva portati sul baratro con All You Need Is Now), avrebbero costruito forse un disco ascoltabile. Invece Paper Gods dopo un passaggio è già da dimenticare.

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