Recensioni

A poco più di due anni dal precedente St. Catherine, i Ducktails tornano sulla scena discografica con Jersey Devil, il cui titolo – alla luce delle recenti accuse di molestie sessuali contro il leader e fondatore Matt Mondanile – assume tutt’altro significato. Comportamenti inappropriati, spesso associabili a vere e proprie violenze fisiche contro alcune delle donne da lui frequentate, hanno gettato nel baratro dell’inferno mediatico, per estensione, tutta la band, costretta a cancellare le restanti date del tour a sostegno del disco.
Eppure è un peccato, perché se è vero che bisognerebbe sempre separare l’artista dall’uomo, questo Jersey Devil non fa che confermare come gli indizi dietro la creatività siano oscuri e irrintracciabili attraverso delle semplice accuse contro il comportamento di questa o quella persona. Il sesto album della band è infatti un campionario di ciò che prima aveva reso immediatamente riconoscibili i Real Estate, un sogno a occhi aperti non sempre idilliaco ma sospeso, quasi fossimo sul punto di risvegliarci senza capire se quello che abbiamo appena vissuto sia qualcosa di paradisiaco oppure un incubo assuefacente. Da non considerare più come un semplice side-project, i Ducktails hanno acquisito credibilità grazie a una forma semplice, che richiama sì alla memoria i vari Martin Courtney, Alex Bleeker e compagnia bella, ma anche dotata di un’identità precisa, da rintracciare in un afflato sfuggente.
Jersey Devil è il punto zero di Mondanile, tornato nel caldo focolare di casa sua in cerca di un’ispirazione in grado di disvelare codici e percorsi utili a intavolare un nuovo inizio, di quel bedtime pop che forse allietava lo spirito adolescenziale. Il punto di partenza sono sempre i vecchi amici, si tratti dei Real Estate (Light a Candle, In the Hallway), delle infatuazioni giovanili mai sopite per Brian Wilson o George Harrison (Solitary Star), dei richiami elliottsmithiani (Lover); insomma, Jersey Devil è un cane che si morde la coda, ma non per questo deve essere additato come sterile. Al suo interno si nascondono precisi semi di rinascita, che starà a Mondanile far fruttare nel migliore dei modi in futuro (anche umanamente parlando).
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