Recensioni

Antonio Dimartino torna, a poco più di un anno di distanza dal buon Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile, con Non vengo più mamma, EP di sei brani realizzato in forma di concept album. Un concept che, come recita la cartella stampa, è stato pensato e indirizzato verso un formato ben preciso, il vinile – e non potrebbe essere diversamente -, arricchito in più dalle tavole-disegno dell’amico e concittadino Igor Scalisi Palminteri.
Dunque, la confezione inedita di Non vengo più mamma potrebbe far pensare ad una decisiva svolta nel percorso del musicista palermitano, ed in effetti ci troviamo di fronte a una serie di nuovi elementi che, molto probabilmente, costituiranno il nucleo di un prossimo e non troppo lontano terzo disco. Anche se la forma-canzone prosegue sui binari del classico cantautorato con il cuore sempre rivolto all’eredità di Lucio Dalla, stavolta Dimartino ha deciso di attingere a piene mani all’elettronica, lasciando da parte il piano e l’acustica che avevano caratterizzato i precedenti lavori. Il risultato sono pezzi in bilico tra pulsazioni electro e anima dance-pop, come mostra, ad esempio, l’incedere synth dell’iniziale No autobus, che da subito lascia intendere la direzione generale dell’EP, con la ripetitiva ipnosi del ritornello da un lato (del tutto debitrice a Franco Battiato) e melodia di facile presa dall’altro. La successiva Piangi Maria – uno dei pezzi più riusciti – riporta, dal punto di vista dell’immaginario narrativo, a quella scrittura a cui ci eravamo abituati con Sarebbe bello non lasciarsi mai… e Cara maestra abbiamo perso, con l’impianto rock del brano che ben si accompagna alla cosmica malinconia del testo, mentre l’incombente recitato diScompariranno i falchi richiama alla mente certa nostalgia post-moderna in aria Offlaga Disco Pax. Atmosfere maggiormente quiete e oscure, subito capovolte dal ritmo serrato di Non torneremo più, altro esempio di quel pop-rock sporcato d’elettronica che torna a più riprese in tutto il disco, giusto per sottolineare ancora una volta il legame del musicista tanto con gli sperimentalismi eighties, quanto con l’anima viva del cantautorato.
Una svolta, quella di Non vengo più mamma, che potrà forse stupire quanti avevano amato la grazia sghemba dei primi lavori, derivante, come nel caso di molti altri colleghi, dalle radici della nostra tradizione. Ma ferma restando la natura dei singoli pezzi, è comunque da apprezzare il tentativo di smarcarsi, una volta tanto, dai soliti modelli di riferimento, di non concentrare la propria scrittura solo sulle inquietudini e sui malesseri di una generazione. Una formula in molti casi abusata, che Dimartino sembra essersi lasciato alle spalle, in attesa di ascoltare il suo prossimo full-lenght.
Amazon
