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Dopo gli EP della trilogia Female Criminals, la poliedrica e ambiziosa artista tedesca Demian Licht giunge finalmente all’esordio sulla lunga distanza con un album in cui riesce a coniugare nelle sue nove tracce (compresi una breve introduzione e un interludio) le diverse anime del suo sound techno, una più fisica e massiccia, l’altra più concettuale, visionaria e dall’atmosfera cinematografica.

Ispirato al Camin Rojo della tradizione messicana (un percorso sciamanico riservato esclusivamente alle sacerdotesse e volto a invocare i propri antenati) Die Kraft è un disco che riflette i molteplici interessi della sua autrice, sì tedesca di nascita, ma verissima cittadina del mondo: sono infatti numerose le lingue scelte per i titoli delle tracce, dal latino al greco antico, dallo spagnolo a ovviamente il tedesco.

L’atmosfera mistica e ancestrale è garantita sin dall’avvio del disco: dopo la breve opening-track Invoke è subito il momento di Ollin (che significa “movimento” nell’antica lingua atzeca), caratterizzata da ritmiche tribali e suoni atipici e decisamente personali (l’hi-hat sempre chiuso e sordo). Pneuma incrocia minimal-techno e derive drone, mentre i sentori techno-industrial del singolo Istinto tracciano inediti e interessanti paralleli tra attitudine rave e antica ritualità precolombiana. La chiusa, affidata ai quasi sei minuti di Selenophile, cerca infine di fondere le differenti e dualistiche tensioni del suoni di Demian Licht, ponendosi come autorevole e fascinoso stampo per esperimenti tra avanguardia, techno e hd multimediale.

Coraggioso e originale, Die Kraft è un debutto sorprendentemente maturo: riconducibile all’universo techno, questo primo album di Demian Licht è anche un ponte fra la tradizione elettronica più concreta e corporea e le tendenze contemporanee delle conceptronica più femminea e ponderata.

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