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Continua il percorso dell’etichetta francese InFiné nei meandri della musica elettronica più concettuale e politica: una strada affrontata dalla label con dischi di Cubenx e Deena Abdelwaheed, con le compilation volte a scoprire le ramificazioni più local di suoni internazionali o l’impatto delle tecnologie digitali nel folklore e ora con questo esordio, firmato dal misterioso Aārp. Il producer, francese anch’egli, può vantare un solido background di studi accademici classici (e ben si sente, per esempio nell’armonico e avvolgente incedere dell’iniziale Ça fuit de partout), ma in questo debutto sulla lunga distanza si dedica a un suono decisamente digitale e insieme polemico: colpito da come i media francesi hanno trattato la morte di Steve Canico durante l’edizione del 2019 della Fête de la Musique , avvenuta dopo che la polizia aveva ripetutamente caricato la manifestazione che stava continuando oltre l’orario consentito, l’artista ha iniziato a interrogarsi sul potere delle parole e della propaganda, come queste vengano utilizzate per mistificare la realtà da chi ha il controllo dei mezzi di comunicazione.
Per quanto la riflessione non sia certo inedita e si riallacci anche a un complottismo un po’ sterile (ne è testimonianza anche la copertina, che rimanda alle produzioni più banali di Bansky), il pensiero di Aārp viene sviluppato sonicamente in undici tracce decisamente affascinanti e originali, ognuna delle quali ha per titolo una dichiarazione palesemente in malafede che però ha portato a gravi conseguenze (si va da The Axis of the Devil di bushiana memoria a un paio di famigerati slogan commerciali).
Gli studi classici sono sicuramente un punto di partenza per molti brani (per esempio in Less than 1% of patients become addicted), ma Propaganda si muove soprattutto in un territorio sonico ibrido tra memorie dell’elettronica nineties più antagonista e la contemporanea hd-music (Green Growth), dove strutture abbastanza tradizionali (The Axis of the Devil, tutta ammantata di malinconiche melodie idm) si accompagnano a scelte soniche inconsuete e spesso destabilizzanti: è il caso dei beat ispidi e pungenti di Condamnez-vous les violences? e The herbicide that gets to the root of the problem, delle atmosfere acid di I prefer a liberal dictator to democratic government lacking liberalism, mentre There Is No Alternative gioca con le distorsioni per evidenziare la falsità nella storica dichiarazione di Margaret Tatcher.
Ancora un poco ingenuo e a tratti eccessivamente monotono, con Propaganda comunque Aārp si inserisce meritatamente tra i nomi nuovi da seguire dell’elettronica europea più riflessiva e anche sperimentale, confermando la sapiente lungimiranza della label che produce e distribuisce il disco.
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