Recensioni

7.3

In questi giorni il Castello Editore ha distribuito in libreria la versione ampliata dello speciale dedicato alla discografia di David Bowie, pubblicato inizialmente circa un anno e mezzo fa dalla rivista Classic Rock.

Francesco Donadio, già autore di due volumi sull’artista inglese (Fantastic Voyage e L’arte di Scomparire, entrambi per Arcana), scrive e coordina una decina di critici musicali per affrontare la magnus opera del Duca Bianco, dalle pubblicazioni di metà anni ‘60 fino all’ultimo capolavoro Blackstar. Dopo un numero impressionante di libri recentemente usciti sullo stesso argomento (ma continuiamo ad auspicare un ulteriore approfondimento del corpus visivo relativo al Duca Bianco, già iniziato brillantemente con i vari cataloghi della Iconic Images), questa analisi discografica degli album in studio e dal vivo può risultare ripetitiva. Molti, e a volte in modo più diffuso e analitico, hanno scritto dei tanti capolavori degli anni ’70, gli alti e bassi degli ’80, i progetti paralleli, l’esperienza con i Tin Machine e la rinascita artistica a ridosso del nuovo millennio.

È vero però che Tutti gli album raddrizza la maggior parte degli strafalcioni italiani di pluridecennale attività giornalistica, avvicinandosi alla competenza delle testate specializzate anglosassoni. È una piacevole passeggiata lungo un cammino artistico davvero complesso, incredibile per la ricchezza delle esperienze, i numerosi generi musicali sperimentati, i personaggi creati e le tante collaborazioni intrattenute. In qualche caso si notano ancora alcune omissioni (dove è finito Labyrinth?), oltre ad osservazioni critiche un po’ troppo di parte. Può però di certo tornare utile per riepilogare le uscite di alcuni bootleg di concerti diventati col tempo ufficiali e quindi entrati nel canone, la veloce presentazione dei vari box antologici, le pillole sulle antologie maggiormente “significative” e le recensioni dei live dei ’90 (rilasciati discutibilmente dalla Parlophone in formato più o meno limitato o streaming). Così come i consigli riguardanti una manciata di bootleg tra i più recenti. Discreto l’apparato fotografico, sebbene con il Duca Bianco le possibilità di archivio sono pressoché infinite. Qualche cenno anche sulla videografia e il Bowie cinematografico.

Di certo possiamo consigliare questa uscita editoriale ai nuovi fan, come primissimo punto di partenza. Tutti gli altri, che sanno già dove rivolgere la propria attenzione per maggiore esaustivitá, completezza e precisione in materia bowiana (The Complete David Bowie di Nicholas Pegg, di cui urge una nuova ristampa, soprattutto in ambito italiano), qui troveranno comunque un nuovo e agile excursus anche visivo. 

Non ce ne vogliano gli autori se sottolineiamo il fatto che qualsiasi aggiornamento relativo al Bowie discografico su pagina scritta non potrà mai essere del tutto puntuale. Tutti gli album non fa in tempo ad andare in stampa che ancora deve terminare il rilascio di Brilliant Adventures (i sei live dei Nineties, tra 1.Outside, Earthling e Hours) e per il prossimo mese è già previsto un nuovo cofanetto dedicato al 1970, The Width of A Circle.

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