Recensioni

7.3

Riparte dal passato, come aveva già fatto in più di un’occasione, Darren Hayman, vulcanico songwriter inglese, ex-Hefner, con una carriera ormai ventennale all’attivo, spesa in una miriade di progetti e formazioni differenti.

Il punto di partenza questa volta è l’omonimo pamphlet dell’artista e scrittore britannico William Morris, una celebrazione del socialismo a fine Ottocento, partendo dal quale Hayman riflette sul presente; folk urbano, tanta melodia e ballads sixties, prese al solito a prestito dai mentori Byrds, Dylan e Robyn Hitchcock, ma anche dai capisaldi della protest song inglese di derivazione Red Wedge (Billy Bragg e, stilisticamente, Paul Weller). Chants For Socialists si muove tra inni e movimenti corali, cantando di speranza, fede e unità della gente comune, di umanità, come il Bragg più intenso del “socialismo del cuore”.

Può sembrare anacronistico il tutto, rapportato all’oggi; il rischio che si corre nel proporre attualmente un’operazione del genere è forse maggiore che in passato; conta l’onestà e la semplicità da parte di Hayman, che realizza uno degli album più personali, sentiti ed emotivi in carriera. La retorica è bandita. La versione digitale è offerta in forma “pay what you feel”.

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