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Tra i paladini dell’emo-rock negli anni ’90, i Cursive, a sei anni dal precedente I Am Gemini, tornano con un nuovo album in studio, anticipato dai singoli Life Savings, Under The Rainbow e It’s Gonna Hurt. Oltre che occasione per il rientro in formazione, dopo un decennio, del batterista e fondatore Clint Schnase, Vitriola è l’ottavo capitolo di una parabola che, se si eccettua la breve interruzione tra il 1998 e il 1999, perdura da ventitré anni all’insegna di un genere che da sempre vorrebbe – allo stesso tempo – incitare, compatire ed essere “contro”.

Tim Kasher e soci, però, a questo genere hanno contribuito negli anni dandogli dignità, elevandolo rispetto all’etichetta di “rock da cameretta” che, spesso ingiustamente e solo per la dabbenaggine di qualche sventurato interprete, gli è stata affibbiata. E anche questa volta riescono nel doppio intento di risultare credibili e dare linfa, sia pur senza stravolgerne i canoni, all’immaginario che rappresentano. E ciò, nonostante il peso degli anni si faccia inevitabilmente sentire. Insomma, due o tre colpi da K.O. (la succitata Under The Rainbows, la cupa Remorse, la bellissima Everending, che riporta alla mente le cose migliori dei Van Pelt) sono ancora in grado di assestarli. Ed è già tanto.

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