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Ebbene sì, dopo mesi di preparativi e di trepide attese, i Subsonica hanno finalmente dato il via a Cieli su Torino 96 – 26, il programma di eventi diffusi concepito per celebrare il trentesimo anniversario della loro fondazione. Naturalmente il tutto non poteva che avvenire nella propria città natale, in quella Torino che ha saputo forgiarli passo dopo passo fungendo sempre da antenna in grado di captare sperimentazioni sonore tanto sotterranee quanto aperte al mainstream (dai Negazione ai Fluxus e ai Larsen, passando per Righeira, Africa Unite, Frankie Hi-NRG MC, e Gigi D’Agostino, giusto per fare qualche esempio).

Fino al 12 aprile si ha così modo di tuffarsi fisicamente in tutto l’immaginario della band respirandone la storia attraverso diversi appuntamenti disseminati in giro per il capoluogo: dalle emozionanti storie del musicteller Federico Sacchi (con il suo spettacolo al Cinema Classico, Rimango Subsonico. Istantanee di un attimo che passerà) ai cimeli e alle reliquie che costellano la grande mostra Rientro in atmosfera, curata da Consiste Entertainment e allestita all’interno della sala Duomo delle OGR.

Foto: Zero To

Proprio le Officine Grandi Riparazioni occupano un ruolo centrale in questo mese di festeggiamenti poiché, oltre a ospitare l’esposizione di cui sopra, si sono trasformate in una seconda casa (sonica) per i nostri magnifici cinque. Fulcro dell’intera rassegna sono infatti i quattro concerti/monumento (tutti sold-out, e ognuno con una scaletta diversa) che si stanno susseguendo con un unico giorno di pausa, il 2 aprile. Per quest’occasione a dir poco speciale, la sala Fucine delle OGR ha espanso i propri confini grazie a un palco che attraversa longitudinalmente l’intero spazio e che accoglie tre postazioni diverse – a sinistra, al centro, e a destra – atte a rendere unico e dinamico ogni live. Inaugurata lo scorso 31 marzo, la maratona di concerti ha sin da subito rivelato tutto il calore e l’affetto che il pubblico nutre per i Subsonica, e viceversa: un rapporto fatto di scambi reciproci che tocca qui il suo apice.

Preceduto dall’esibizione della giovane cantante italo-palestinese Tära – all’anagrafe Tamara Al Zool –, il live della prima serata si è presentato come un episodio unico nella carriera del complesso piemontese non solo per le emozioni portate a casa ma soprattutto per il grosso dispendio di energie collettive. A caratterizzare ancora di più il tutto sono stati anche diversi ledwall, di vario formato, sui quali si sono alternati visual che hanno attualizzato le canzoni in scaletta donando loro nuove chiavi di lettura.

Foto: Zero To

Accolti da luci e suoni intermittenti, nonché dalla folla in visibilio, Samuel e soci hanno dato inizio a un excursus di tre ore nel loro mondo cominciando con Sonde, uno dei tanti brani tratti dall’iconico Microchip Emozionale ed eseguiti insieme a quelli contenuti in quasi tutti i loro album.

Attraverso una selezione di oltre 30 canzoni, per 3 ore complessive di show, si ha avuto modo di ascoltare grandi successi (Abitudine, Aurora sogna, Nuova ossessione, Nuvole rapide, Cose che non ho, Discolabirinto) insieme a tracce dell’ultimo Terre rare  (Il tempo in me, Radio Mogadiscio, Straniero, Grida), a cover disparate (Chase the Devil, di Max Romeo, Tu menti, Musica ribelle, Up patriots to arms) e a duetti inaspettati. Fra le varie sorprese vi sono infatti stati alcuni featuring con ospiti speciali come la già citata Tära, Willie Peyote – presente in Liberi tutti –, ed Eugenio Finardi, oltre a un apprezzatissimo ritorno al basso di Pierfunk: partecipazioni che cambiano di volta in volta e che la sera del 2 hanno visto salire sul palco anche Ensi e l’artista Michelangelo Pistoletto.

Foto: Zero To

Tra i momenti più toccanti vi sono stati sicuramente i riadattamenti in versione acustica di Dolce e Tutti i miei sbagli​, insieme al racconto di vecchi aneddoti legati alla genesi dei Subsonica e alle riflessioni sull’attualità mosse da Max Casacci: “Al mondo di oggi l’atto più rivoluzionario è difendere la nostra democrazia e cercare di ripristinare il diritto internazionale, la sovranità collettiva, se questa cosa non succede continueremo ad assistere a guerre, massacri, e genocidi”.

In un turbinio palpabile di emozioni si è andati gradualmente verso un finale molto intenso costituito da pezzi quali l’immancabile Il cielo su Torino, Il diluvio, Strade, e la conclusiva Preso blu. Come se tutto questo non fosse già abbastanza, Casacci, Vicio e gli altri si sono poi imbattuti in un dj set che ha contribuito a tenere ancora ardente tutta l’energia del pubblico.

Nonostante siano passati 30 anni dal loro esordio, i Subsonica sembrano non aver accusato neanche un colpo continuando a mettere in piedi performance vigorose di alto livello qualitativo che si rintracciano sia nelle arrampicate di Boosta sul suo totem di tastiere, nella fluidità alla batteria di Ninja, nell’abilità canora di Samuel ma anche e soprattutto nell’impegno di fonici, tecnici e addetti ai lavori che rendono possibili esperienze simili.

Buon compleanno ragazzi.

Foto: Luca Tricarico
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