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Sentimento, ammirazione, rispetto e conoscenza: per dare vita e rendere credibile un omaggio a un grande, grandissimo artista come lo è stato Piero Ciampi servono questi elementi altrimenti meglio lasciar perdere. Lo scorso 23 gennaio, dopo anni di peripezie e impegno costante, ha visto la luce, Noi, Piero album opera prima del Collettivo Jambona, nonché tributo omaggio intenso e onesto al cantautore livornese, scomparso prematuramente nel 1980.
Attorno al Jambona Lab Studio di Livorno ha preso forma un ensemble di musicisti che firma dodici brani, ciascuno arrangiato da uno dei membri del collettivo, dando vita a un lavoro che è un vero e proprio laboratorio creativo sulle tracce di Piero Ciampi. Il progetto corale dedicato al cantautore livornese prende vita nel 2022 da un’idea del produttore e ingegnere del suono Antonio Castiello, e, dopo svariati anni, è riuscito a dare alle stampe un esordio discografico importante e desiderato. Ma Noi, Piero non è semplicemente un omaggio al talento rivoluzionario di Ciampi quanto più un tentativo, riuscitissimo, di rileggere, riscoprire e attualizzare la densità della poetica ciampiana, bizzarra e travagliata, lapidaria e sfacciata, tenerissima e violenta, vagabonda e inafferabile da chiunque per troppo amore di libertà. Un mondo in cui nulla è codificato, in cui si canta e si accetta fino in fondo il vizio di vivere, fra sussurri e sarcasmi, il mondo di un poeta che dopo aver fatto la guerra per terra e per mare, può finalmente riposare nel ricordo – giusto e brillante – di colleghi lontani nel tempo ma vicinissimi al suo spazio ribelle.
I dodici brani del disco sono stati riarrangiati per altrettante splendide voci che hanno dato vita a un lavoro che parla di Ciampi ma anche di amicizia, condivisione, impegno e dedizione: da Dellera che trasforma L’amore è tutto qui in carne viva passando per la boutade dadaista di Alessandro Fiori con Tento tanto. E poi ancora la Tu no di Giovanni Truppi, la classe scarnificatrice di Barbara non c’è sostenuta dal talento sorprendente della giovane Gaia Morelli, Il giocatore con Peppe Voltarelli, che si illumina di lucidissima attualità. E ancora gli incantesimi sonoro creati da Anna Carol, Andrea Satta, Marco e Alea Lenzi, Valeria Sturba, Cesare Basile, e Gaetano Ventriglia.
“Abbiamo scelto i brani pensando all’attualità dei testi – ha confessato Mario Evangelista – le parole di Piero sono ancora attualissime, importanti e sicuramente hanno ancora tanto da dire oggi. Ciampi è un cantautore che ha necessità di essere ascoltato, riesce a interpretare quello che ci succede oggi come esseri umani.” Nel disco hanno suonato molti musicisti fra i quali Antonio Castiello (synth, chitarra), Beppe Scardino (sassofoni, clarinetto basso, flauto, sintetizzatori, campionatore, Farfisa), Simone Padovani (percussioni), Mario Evangelista (chitarre elettriche, acustiche e resofoniche, basso elettrico, pedal steel, pianoforte elettrico), Marco Lenzi (voce recitante, pianoforte elettrico, elettronica), Alea Lenzi (voce recitante), il piccolo Nicolò (voce recitante), Marco Biagiotti (batteria, elettronica, percussioni aggiunte), Daniele Paoletti (batteria, elettronica, percussioni aggiunte), Glauco Benedetti (tuba, euphonium, trombone), Tommaso Iacoviello (tromba).
Noi, Piero si impone come un’opera rivelatoria della complessità dentro e dietro il mondo di Ciampi; un disco capace di trasformare la canzone in amplificatore di accesso al mondo mentre le note di un tempo e quelle di oggi godono del potere di dilatare l’anima e costruire mondi nella nostra vita interiore. Mettere a soqquadro il presente riascoltando il passato, che bello, per Piero e con Piero, che ha sempre avuto tutte le carte in regola per essere un artista.
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