Recensioni

7.1

Nonostante la crisi economica che ha colpito la Grecia nel 2009 e la successiva fase di austerità che dura tutt’ora, la scena musicale ellenica si è imposta negli ultimi anni come un vivace laboratorio di idee soniche le cui uniche linee guida sono la più libera creatività e un diffuso senso di comunità. E al centro di questa rete di contatti ed esperienze troviamo un’etichetta, la Inner Ear Records, che da almeno un decennio abbondante regala al mondo piccoli gioiellini e artisti del calibro di Larry Gus (inevitabilmente poi approdato alla più internazionale DFA Records). L’ultimo prezioso disco uscito dalla label di Patrasso è il terzo lavoro degli ateniesi Chickn, che segue il sophomore-album di appena un anno fa e impone la formazione come una delle realtà art-rock più sorprendenti del continente europeo.

Anticipato da She’ll Be Apples, un singolo che, pur con interessanti atmosfere surreali, non rende giustizia all’intera opera, Bel Esprit è una stravagante odissea in cui convivono – e spesso flirtano – stili diversissimi e quasi contrastanti (almeno nell’immaginario comune). Il disco si apre con la title track, una barocca psichedelia corale in cui c’è un po’ di tutto, persino una suggestiva chiusa latineggiante che prelude adeguatamente a ciò che verrà, dal muscoloso e accelerato indie-pop dalle venature synth di una Sweet Geneva che si trasforma poi in una nenia sixties incapace di celare completamente un’esuberante elettricità, all’eccentrica Chickn Tribe che riprende le influenze latine già emerse e le approfondisce tra datato tropicalismo lisergico e fascinazioni lisergiche.

Ottovolante impazzito nel quale non mancano sorprese (Candle Fly, inedita ballatona con autotune) e tributi alle principali influenze del quintetto (Infrared Panda Club è una versione weird dei Metronomy più eighties, mentre nella vibrante wave di Die To Make a Living s’incontrano l’euforia acida dei Teardrop Explodes, il chitarrismo dei Television e l’elettronica del Bowie berlinese), l’album è un perfetto esempio dell’attitudine eclettica e genuinamente onnivora di un panorama sonico che, a dieci anni dal disastroso default, continua a essere la notizia più rosea in arrivo dalle lande greche.

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