Recensioni

7.5

Carla Bozulich non ha certo bisogno di presentazioni e in finale di 2012, dopo una data a Parma, approda in Sicilia per tre concerti, accompagnata dal polistrumentista John Eichenseer alias JHNO. La seconda di queste performance la vede esibirsi a Agrigento nel recente Spazio Il Funduk, suggestiva location fatta di spazi scavati nella roccia, dall’acustica ottimale, tra le sedi  di una rinnovata recente rinascita culturale ad opera di giovani menti autoctone. Artisti di questa levatura non sono di certo consueti nel circuito musicale della piuttosto sonnolenta cittadina siciliana, negli ultimissimi anni risvegliatasi dal torpore grazie a una serie di interessanti attività culturali.

Ed è quindi ‘miracoloso’ il suo passaggio, a sconvolgere le orecchie, per una performance totalizzante in cui sono abbattuti i confini tra pubblico e artista.

La sede scelta, ex-magazzino usato come deposito commerciale ai tempi degli arabi, piccola e accogliente, contribuisce al massimo a creare una suggestiva atmosfera complice un pubblico partecipe e attento.

Aprono la serata i Silent Carnival, recentissima formazione siciliana del pittore, fotografo, musicista (con Marlowe e Nazarin) Marco Giambrone, accompagnato da Caterina Fede a synth e voce e dal polistrumentista Alfonso De Marco (Marlowe). Riscaldano adeguatamente la serata, con la loro musica fatta di suggestioni intime e delicate, tra canzoni, droni, pieni e vuoti. Un set che prende molto lasciando il pubblico elettrico pronto per l’esibizione della Bozulich.

Carla fuori dal palco non è come la si era immaginata; leggera e ineffabile, si muove come danzando quasi in punta di piedi, osservando con sguardo magnetico. Un folletto che ha dell’infantile e che poi ti colpisce per come cambia repentinamente sul palco, dove alterna momenti di dolcezza estrema a altri di assalti sonori. Blues, noise, psichedelia, songwriting, reading, catarsi: le definizioni della sua musica non rendono mai abbastanza quello che poi succede effettivamente sul palco.

La Bozulich è accompagnata dal dinoccolato polistrumentista JHNO (con diversi album alle spalle, e con spool e Crater), figura poliedrica che tra viola, synth, timpano e un trespolo da cui gestirà i suoni della serata contribuisce bene all’espressività di Carla, che alterna momenti del suo repertorio storico come Evangelista e a suo nome, con l’inedito marziale e Swans-iano I Hard Man che entrerà probabilmente nel nuovo album, questa volta solista e a suo nome, in uscita su Constellation nel 2013.

L’intesa tra i due si percepisce bene, rendendo il set armonico, sia quando prevalgono i pezzi più ‘recitativi’, che ci ricordano una Patti Smith aliena, sia nelle parti più tirate. Ecco allora dal repertorio solista una ispiratissima Times Square della musa Marianne Faithfull, le atmosferiche Artificial Lamb eI’m Gonna Stop Killing, il noise di Space Helmet e la Pissing dei Low in una bella e coinvolgente resa con i Silent Carnival.

Carla sorridente e in ottima forma cerca teatralmente il contatto con il pubblico, che nell’accogliente e piccolo spazio del Funduk viene molto facile, rendendo la serata un successo di pubblico e performance.

  1. Outside Of Town
  2. I’m Gonna Stop Killing
  3. I Hard Man
  4. Times Square
  5. Let It Roll
  6. Artificial Lamb
  7. Space Helmet
  8. Pissing
  9. Blue Room
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