Recensioni

Umbratile e notturno, ma anche esoterico e sottilmente inquietante come il “Sacro Bosco” – quello di Vicino Orsini volgarmente detto “Parco dei mostri” e che ultimamente ha ammaliato artisti piuttosto diversi come la Anna Von Hausswolff di All Thoughts Fly o la strana coppia Francesco Cavaliere/Spencer Clark (ex The Skaters) con Etrusca 3D – a cui rimanda (o da cui, forse, prende) il nome questo quartetto di volti noti.
Sono infatti coinvolti nel progetto Paolo Monti (The Star Pillow, DAIMON), Giulia Parin Zecchin (Julinko) e i due Tristan da Cunha Luca Scotti e Francesco Vara (quest’ultimo anche Altaj), tutti apparentemente lontani da ciò che sono soliti trafficare. Immaginate una sorta di elegante slow/sad-core notturno e paganamente ammaliante la cui base di partenza non risiede nell’indie primigenio – zona Low o Codeine, per intendersi – bensì nel gusto dichiarato per ambient, doom e trip-hop.
Quindi basse battute quasi bristoliane, svolazzi deadcandanciani, sensazioni ammantate di lugubre, una buona dose della mai dimenticata ethereal-wave di progetti come This Mortal Coil o di metà catalogo originale della 4AD, l’eleganza che fu di Cocteau Twins, dilatazioni sonore sospese che non possiedono la staticità dell’ambient né le pesantezze del doom eppure rimandano ad entrambi gli ambiti; apparentemente roba destinata a non funzionare un granché messa in questo modo. Ma la differenza tra chi scrive e chi ha composto e suonato questo Gem sta proprio nella capacità di questi ultimi di aver messo a sistema e aver reso coerentemente e con una evidente coesione di fondo ciò che sulla carta potrebbe risultare un pastiche indigeribile.
Atmosfere sognanti e paniche, dimensione sospesa più che incantata (il rischio dell’enfasi “fantasy” è sempre dietro l’angolo), tappeto sonoro quasi minimale e per sottrazione su cui poi il quartetto procede per stratificazione (ottime Be Dust e Emerald Blood), acceleratore sull’aspetto visionario e paganamente suggestivo (Fountain Of Wealth) dicono di disco molto ben elaborato e miscelato tra gusto personale e fonti/ispirazioni di primissimo livello. Elegante, evocativo, misterico e da scoprire a ogni passaggio, esattamente come pretende la sacralità del bosco a cui rimanda.
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