Recensioni

Giunto alla quarta prova del suo personale progetto, Benjamin John Power, già membro dei bristoliani Fuck Buttons, assieme al fido Andrew Hung, cesella la sua formula sonora e conia virtualmente un genere a sé stante: il black metal electro-wagneriano. Scritto nell’arco di un intero anno, il 2018, Animated Violence Mild è stato registrato nello studio personale appena fuori Edimburgo, contiene 8 brani – di cui il primo è un intro – e procede sul solco dell’“imbastardimento” di generi estremi ma opposti tipico di quest’ultimo decennio e oltre (vedi alla voce Blackgaze, che poi non è altro che il connubio di black metal e shoegaze, così come coniugato dai vari Alcest e Deafheaven). Stavolta, però, il black metal è stato geneticamente modificato attraverso un uso magniloquente, ma molto evocativo, dell’elettronica cheap, fino a lambire il limite espressivo dei breakbeat dell’hip-hop (si ascoltino l’incipit di House vs House e No Dice) o il pathos cradleoffilthiano (accade in Death Drop), o ancora una forma spuria di musica da videogame a tinte black (la finale Wings Of Hate).
A risaltare in ognuno degli otto pezzi è una visione sghemba e poco purista di ciò che i metal head chiamerebbero the true black metal. A testimoniarlo ci sono anche i temi che il disco affronta: dal dolore per alcune perdite personali di Mr Power sino all’allarme per le derive anti-ambientaliste globali (che si trasforma, alla fin fine, in una critica tout court del consumismo come modello socio-economico vincente). A dispetto di temi tanto delicati, e forse anche un po’ velleitari, la potenza di fuoco messa in campo da AVM è comunque notevole, tanto per “saturazione” orchestrale quanto per “rarefazione”.
Ascolto dopo ascolto, il disco, successore del già ottimo World Eater (annata 2017 e a tratti impregnato delle sonorità del cyberpunk che fu), apre uno spiraglio interessante, sebbene ancora non del tutto maturo, nel crossover totale che da almeno 30 anni è una delle vie del moderno rock (qualunque cosa esso sia o non sia). Accontentiamoci. Non è poca cosa.
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