Recensioni

6.6

Giunto al quarto album in oltre dieci anni di carriera, il cantautore canadese Barzin si ripresenta con To Live Alone In That Long Summer, disco che arriva a cinque anni di distanza dal precedente Notes To An Absent Lover. Barzin torna sulla scena senza aver cambiato una virgola della cifra stilistica che lo contraddistingue dagli esordi, ovvero un cantautorato pop-folk dolce e melanconico, teso, per sua stessa ammissione, alla creazione della canzone d’amore perfetta.

Anche se ci troviamo di fronte ad un artista pressoché uguale a se stesso, dobbiamo ammettere che la formula continua a funzionare: una ricetta che, pur non facendo dell’originalità la propria carta vincente, è in grado di restituire all’ascoltatore brani ben costruiti, basati sull’intreccio di piano e chitarra acustica, e accompagnati da melodie tenui ma non banali, con in più una voce convincente nell’interpretazione. Se i modelli di riferimento sono ancora il folk lento e introspettivo à la Mark Kozelek, oppure il pop onirico e ovattato in aria Mazzy Star, le canzoni appaiono più come appunti d’amore, piccole storie di speranza e delusione, racconti brevi e sospesi nella memoria. Ogni brano porta con sé un’atmosfera lieve ma densa d’intimismo, con testi lirici e personali, che, pur senza variare di molto, riescono a conferire all’album una grazia semplice ma suggestiva. Più che dai singoli pezzi, si rimane colpiti dalle atmosfere: difficile rimanere indifferenti di fronte al trasporto dell’opening All The While, così come al romanticismo solitario di Without Your Light. Episodi simili, ma comunque interessanti, in cui l’esperienza d’ascolto diventa un’occasione per lasciarsi andare al mood soffuso del disco, come dimostrano la pacata dolcezza di Stealing Beauty o l’incedere delicato di It’s Hard To Love Blindly.

Il tutto può apparire come fin troppo romantico e perfino stucchevole, ed in fin dei conti, lo è. Ma anche senza sentirne il bisogno, lasciamoci cullare dalla grazia di un cantautore che ha fatto dello struggimento amoroso il suo punto di partenza, senza però rinunciare al buon gusto e alla capacità di scrivere gradevolissime canzoni.

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