Recensioni

Sassari non è proprio una grande città, anzi, ma da decenni, oltre a sfornare presidenti della Repubblica e personaggi politici mai dimenticati (Cossiga, Segni e Berlinguer sono nati e cresciuti ai piedi della Fontana del Rosello, il simbolo della città sarda), è genitrice di band e musicisti di altissimo livello: basti pensare che solo nel 2019 già due – Lazybones Flame Kids e Luigi Frassetto – sono i nomi di cui abbiamo parlato su queste pagine, nomi ai quali si aggiungono ora, a pieno diritto, gli Apollo Beat. Negli anni Novanta Sassari contava pure undici negozi di dischi che per una città di meno di centocinquantamila anime significa quanto la musica da quelle parti, nel lontano Nord, dove parlano una lingua a noi maureddini* sconosciuta, fosse sentita e ascoltata.
Dagli esordi in cui sembravano un po’ dei Calibro 35 più ruspanti (ma peggio vestiti) ne è passato di tempo: adesso gli Apollo Beat sono una creatura totalmente diversa e Sfera, secondo lavoro in studio dopo l’esordio del 2015, ne è la decisa comprova. L’immaginario è sempre quello dei Settanta – un po’ poliziottesco e un po’ sci-fi – ma è la maturità della band che colpisce e convince e non solo nei pezzi strumentali (il vero core business dei sassaresi). Anche nelle canzoni vere e proprie come Limite (la traccia che chiude) ma, soprattutto Luce, singolo scelto dalla band per trainare il disco, convincono. E proprio su Luce è d’obbligo spendere qualche parolina in più: accompagnato da un video toccante (che ha raggiunto in un mese scarso le trentamila views su YouTube), il brano è un sentito omaggio al Battisti sperimentale (quello del pluricitato Anima Latina, per intenderci), un viaggio sognante a tinte prog guidato dalla bella voce di Giuseppe Bulla e da una produzione, guarda caso di Luigi Frassetto, veramente di altissimo livello. Sfera è un disco di musica fatta con il cuore e con quel che serve per far scuotere le anche. Come dicevano i Funkadelic? Ah sì: «Free Your Mind… and Your Ass Will Follow».
*maureddini: I maureddini, oggi sardi, erano popoli della Mauritania stanziati nel Sulcis e nel Campidano di Cagliari.
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