Recensioni

Agitatore storico della scena musicale sarda sin dagli anni Novanta, Luigi Frassetto a distanza di sei anni dall’EP che aveva battezzato la sua prima esperienza solista, torna con un nuovo disco. Raccolta di composizioni scritte per corto e lungometraggi tra il 2013 e il 2019, 33 e ⅓ è il primo, vero lavoro sulla lunga distanza del compositore sassarese, che si muove con grazia e disinvoltura negli ambienti lounge, jazz e rock.
Nino Rota, Miles Davis, Ennio Morricone, Henry Mancini, Piero Umiliani e Luis Bacalov sono i santini appesi nello studio del musicista sassarese, e si sente, verrebbe da dire. Molti gli highlight di questo 33 e ⅓: si parte con la delicata e jazzata 16 febbraio, scritta per la composizione originale Musiche per Tramonti per il Festival Abbabula, per poi andare nei territori morriconiani di Wasteland Parte I e Parte II, con quel duetto iniziale piano e basso a metà strada tra Indagine su un Cittadino… e One of These Days dei Pink Floyd. Alla voce di Daniela Pes (bravissima) spetta il compito di traghettare Sprks 3, tra synth modulari e ipnotici groove di batteria, verso i lidi sognanti e romantici de Il Tema del Bacio (che non so perché mi riporta alla memoria le atmosfere de Il Cielo in una Stanza di Gino Paoli). Menzione particolare meritano Viale degli Oleandri e Luci a Mare, scritte rispettivamente per il cortometraggio Conducting Threads e per il documentario Luci a Mare, composizioni che mostrano l’infinita palette di colori a disposizione della tavolozza del musicista sassarese, che riesce a districarsi in ambienti agli antipodi come il minimalisimo (Viale degli Oleandri) e il jazz venato di world music in salsa mediterranea (Luci a Mare) senza perdere mai l’ispirazione.
Atteso con un concerto nella sua città natale il 14 giugno 2019 che si preannuncia come un vero evento, Luigi Frassetto scrive con 33 e ⅓ una preziosa pagina di musiche per il cinema ma, soprattutto, di musiche per il cuore.
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