Recensioni

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Tre anni fa, nel 2016, i Lazybones Flame Kids si affacciavano, sul panorama emo/post-rock nazionale e non, con un disco omonimo convincente e, per essere un’opera prima, già maturo. In questo iato lungo tre anni la compagine sassarese ha lavorato di fino, smussando le piccole imperfezioni tecniche e compositive del predecessore e confezionando con Beyond una solidissima prova seconda. Hanno pure rischiato di lasciarci le penne, i Nostri, proprio mentre si stavano recando al MAM di Cuneo a ultimare le registrazioni, quando il furgone sul quale viaggiavano si è ribaltato in autostrada: per fortuna solo un grande spavento, qualche punto di sutura, qualcosa da raccontare agli amici e probabilmente l’ispirazione per un pezzo da buttare sul prossimo album.

Primo lavoro su Antigony – il precedente era stato licenziato dalla Coypu – Beyond è, al momento in cui scrivo, uno dei miglior album di post-rock pubblicati in questo 2019, e non solo italiano. Sette tracce che formano una perfetta colonna sonora per viaggiare nel tempo a bordo di una DeLorean dagli interni in feedback e riverberi, e tanto, tantissimo sentimento. Ci sono momenti altissimi in Beyond come Greek Fire That One is Cacus, con il vocione del bassista prestato a frontman Marco Appioli, o ancora Morning Hope (che progressione sul finale!) e Seven Kings of Rome, che vede la partecipazione, con un recitato scritto di suo pugno, di Miles Cooper Seaton degli Akron/Family, su cui i Lazies ricamano arpeggi e costruiscono una granitica coda strumentale da brividi. Bravissimi.

Hanno fatto le cose con calma i sardi, ma n’è valsa veramente la pena.

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