Peter Gabriel
Peter Gabriel, foto per la stampa (2022)

Peter Gabriel. In ascolto un nuovo estratto da “i/o”, “Road to Joy”

Un brano psichedelico dal distintivo tiro funky dalle parti di “So”

Ad un paio di settimane dalle date che lo hanno riportato in Italia, Peter Gabriel continua la serie di pubblicazioni relative a I/O, l’album che ne segnerà il ritorno discografico a 21 anni da Up.

Del disco non è ancora nota la data d’uscita ma con questa Road To Joy il conto delle canzoni finora condivise – i/o e Playing for Time, The Court, Panopticom e Four Kind of Horses – ammonta a sei, circa la metà di quelle che dovrebbero essere presenti in tracklist. Usiamo il condizionale perché il numero è puramente dedotto dalle scalette dei concerti e, secondo quelle, a mancare all’appello dovrebbero essere: And Still, Live And Let Live, Love Can Heal, Olive Tree  e This Is Home.

Quel che è certo è che uomo, tecnologia e ambiente saranno al centro di un lavoro di cui il cantante non ha mancato di parlare in questi mesi, specie in relazione agli epocali cambiamenti che l’intelligenza artificiale apporterà nella nostra società.

Di seguito l’ascolto della versione bright dell’ultimo brano estratto. Come specificato in precedenza, per ogni canzone pubblicata a cadenza mensile in occasione della luna piena, Peter Gabriel ha previsto due (se non tre versioni) potendo contare su collaboratori da lui descritti come «tra i migliori mix engineer al mondo», ovvero Tchad Blake e Mark ‘Spike’ Stent.

Sono fortunato ad avere due dei migliori mix engineer del mondo, Tchad Blake e Mark ‘Spike’ Stent, che lavorano con me sulla musica di i/o. Piuttosto di scegliere solo uno dei loro mix da pubblicare, ho deciso che le persone dovrebbero essere in grado di ascoltare tutto il grande lavoro che stanno facendo entrambi. Intendo chiedere loro di mixare la canzone di ogni mese, con i mix di Spike chiamati Bright-Side e quelli di Tchad indicati come Dark-Side. Il fatto che ascolti prima il lato positivo o il lato oscuro varierà a ogni luna piena, a seconda dell’ordine in cui decidiamo di rilasciarli. So che questa quantità di dettagli non è per tutti, ma spero che coloro che sono interessati alla loro produzione musicale apprezzeranno le loro diverse interpretazioni.
Peter Gabriel

Com’è questa Road To Joy? Delicatamente psichedelica ma anche sincopata, con un distintivo tiro elettro-funky e un ritornello tutto pop. La memoria va alla produzione post-moderna di So ma è riconoscibile anche il tocco di Brian Eno (che co-produce proprio come accadeva in Four Kind of Horses). Presente nel brano anche un coro (Soweto Gospel Choir) e gli arrangiamenti per archi di John Metcalfe, oltre ai contributi dei sodali di Gabriel – Tony Levin (basso), David Rhodes (chitarra) e Manu Katché (batteria) – e quelli di due nuovi membri, Don E (tastiere) e Josh Shpak (tromba).

Numerosi anche gli studi in cui è stata registrata la canzone: i personali World Studios, oltre ai britannici The Beehive e British Grove ma anche gli High Seas Studios di Randburg, in Sud Africa

 

Sulle pagine di SA trovate gli approfondimenti dedicati alla discografia di Peter Gabriel, compresi quelli su album storici come So (recensione a cura di Stefano Solventi) e Melt, titolo non ufficiale del suo terzo album (recensione di Andrea Soncini). i/o, il nuovo lavoro dell’artista, è stato annunciato per il 2023 ma al momento non ha ancora una data di uscita ufficiale.

Tracklist

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