Sono passati dieci anni dalla morte di Arthur, uno dei due gemelli avuti con Susie Bick, e Nick Cave torna a riflettere pubblicamente sul dolore e su come la perdita abbia trasformato la sua visione del mondo. Arthur è morto nel 2015, a 15 anni, precipitando dalla scogliera delle Seven Sisters a Brighton. Nel 2022, Cave ha perso anche il figlio maggiore Jethro Lazenby, affetto da schizofrenia.
Rispondendo alle lettere di due fan sul blog personale The Red Hand Files, Cave ha condiviso alcune delle sue riflessioni più profonde sul lutto. Alla domanda su cosa lui e Susie abbiano imparato in questi anni, ha scritto:
Il dolore sboccia con il tempo, diventa meno un tradimento cosmico e più una qualità poetica dell’esistenza. Quello che sembrava insopportabile si rivela sopportabile. Il dolore diventa più ricco, profondo e creativo
Oggi, racconta, il dolore fa parte del suo modo di abitare il mondo. “È fatto di lacrime e risate, con pochissimo spazio tra le due. È un modo di stare al mondo, di amarlo, di rendergli omaggio”. E aggiunge:
Non sono né diffidente né sospettoso del mondo, anche se il mio cuore si spezza per esso. E non sono disperato o depresso
Il dolore, per Cave, ha anche ridefinito la sua idea di Dio. Non una questione di fede in senso tradizionale, ma una forma di percezione.
Ho trovato Dio intrecciato in tutte le cose, anche nei mali più grandi. A volte sento il mondo pulsare di energia; altre, lo sento vuoto. Ma Dio è presente in entrambe le esperienze
Il lutto ha inciso anche sul suo modo di intendere l’arte. In un’intervista rilasciata a NME nel maggio 2023, Cave aveva già sottolineato quanto oggi senta il bisogno urgente di entrare in contatto con gli altri:
Non so se lo trasmetto nella musica, ma sento il dovere di connettermi con le persone. È un’opportunità preziosa, e non voglio sprecarla facendo concerti svogliati o lavori a metà. Ogni esibizione è importante quanto tutte le altre
Il post si inserisce in una lunga serie di riflessioni recenti in cui Cave ha condiviso pensieri, sull’assenza di Dio e sul potere salvifico della musica, sulla questione israelo-palestinese, sui miti fallibili e sull’autenticità, ha stilato la sua desert island playlist, rivelato la canzone che vorrebbe al proprio funerale, fatto parziale marcia indietro sulle critiche ai Red Hot Chili Peppers, confermato il suo amore per I Am A God di Kanye West e raccontato un aneddoto su Nick Cage.