Nick Cave
Nick Cave & The Bad Seeds, Taranto, Medimex 2022, foto di Domenico Lonigro

Causa palestinese e concerti. Nick Cave torna sulla questione

Già nel 2020 il songwriter si era espresso in merito

Una risposta secca, senza argomentazioni, “Play”. Questo è quanto Nick Cave si è sentito di consigliare sul blog The Red Hand Files in risposta a The Artist Is Present, un fan che gli chiedeva numi sul partecipare o meno al festival britannico The Great Escape per via dello sponsor Barclays. La banca, accusata dagli attivisti pro Palestina di finanziare produttori di armi per l’esercito israeliano, ha già portato alcuni artisti a boicottare l’evento. Di par suo l’istituto ha, nel frattempo, smentito di lucrare sulla guerra in Palestina. Ai link gli approfondimenti del caso.

Mi sento giudicato dai miei pari e dai fan se non annulliamo l’esibizione, ma il mio cuore mi dice che sarebbe una scelta sconsiderata. Non voglio essere costretto a seguire un trend, ma temo che il silenzio mi faccia sembrare complice. Come possiamo navigare in un mondo in cui la sponsorizzazione aziendale proviene dall’oscurità? I festival Latitude, Isle of White, Reading e Leeds sono tutti sponsorizzati da Barclays. Boicottare vuol dire chiedere molto a musicisti in difficoltà che sanno ti poter essere sostituiti in ogni momento da migliaia di altri. Tu cosa faresti?
The Artist Is Present

Coerentemente, nel 2020, Nick Cave aveva applicato a se stesso il medesimo consiglio, ovvero quello di suonare in Israele. Una scelta che ha alzato numerose polemiche, giustificata sia in sede di conferenza stampa sia sul blog in risposta ad un’altra fan, la neozelandese Poliana.

La mia musica non è pensata per essere un premio per qualcuno per il suo comportamento, così come non faccio musica per punire le persone. La mia musica non ha condizioni. Vale per tutti, a prescindere dalle loro azioni, buone o cattive che siano. Spero che la mia musica abbia la capacità di indirizzare il mondo in modo giusto. Dico mia musica perché penso che a ogni musicista debba essere concesso il rispetto per essere giunto alla comprensione di quale sia l’esatto scopo della sua arte. Io faccio musica perché spero che le cose migliorino. E poi non vedo l’ora di tornare a camminare di nuovo sul palco di fronte a un pubblico reale, che sia in Israele, in Nuova Zelanda, o in qualsiasi altro posto. Sarebbe un privilegio enorme
Nick Cave

Il punto di vista dell’artista australiano è da sempre criticato da artisti quali Roger WatersBrian Eno e da coloro che appoggiano il movimento BDS e/o hanno sottoscritto il documento Artisti per la Palestina. Per loro qualsiasi rapporto di tipo commerciale, economico o culturale con Israele significa farsi strumentalizzare, contribuisce cioè a rendere credibile la facciata democratica e multiculturale del Paese.

Per ulteriori riflessioni su connivenza e censura relativamente al dibattito che si è aperto allora sull’argomento vi rimandiamo a un articolo di Stefano Solventi.

Tracklist
  • 1 Song of the Lake
  • 2 Wild God
  • 3 Frogs
  • 4 Joy
  • 5 Final Rescue Attempt
  • 6 Conversion
  • 7 Cinnamon Horses
  • 8 Long Dark Night
  • 9 O Wow O Wow (How Wonderful She Is)
  • 10 As the Waters Cover the Sea
Nick Cave & The Bad Seeds
Wild God

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