Nick Cave al Forum
Nick Cave & The Bad Seeds live all'Unipol Forum di Assago, foto di Andrea Leone (2024)

Nick Cave torna sulla critica ai Red Hot Chili Peppers di oltre vent’anni fa

Un commento ingeneroso che lo ha seguito per un quarto di secolo, ma che si è trasformato in un gesto di riconciliazione attraverso la musica

Circa venticinque anni fa, Nick Cave pronunciò un commento sprezzante nei confronti dei Red Hot Chili Peppers: “Se sono vicino a uno stereo e mi scappa un: ‘Che diavolo è questa schifezza?’, la risposta è sempre Red Hot Chili Peppers”.

Un’uscita impulsiva e provocatoria, priva di reale ostilità, ma che rifletteva il suo atteggiamento di allora. Nelle sue parole: un istigatore, un provocatore per vocazione, sempre pronto a scuotere le convenzioni. Forse un tratto culturale tipico della sua generazione australiana, riflette oggi nel suo blog, forse solo un modo per farsi notare. Sta di fatto che quella frase lo ha accompagnato per un quarto di secolo.

Ciò che però lo ha davvero colpito non è stato tanto il peso della sua stessa dichiarazione, quanto la reazione di Flea, storico bassista del gruppo. Su Facebook, Flea raccontò di essersi sentito ferito da quelle parole, ma aggiunse anche, con estrema sincerità, di amare profondamente la sua musica. Un messaggio che si trasformò in una lettera d’amore artistica, capace di toccarlo nel profondo e fargli comprendere la sua grandezza.

Il rapporto con Flea

Nel tempo, i due si sono incrociati diverse volte nei backstage dei festival o ai concerti a Los Angeles. Non sono mai diventati amici stretti, sottolinea il frontman che ha tuttavia conservato profonda stima nei suoi confronti. Nel 2013, durante il tour di Push the Sky Away, fu proprio Flea a mettere insieme un coro di bambini della Silverlake Conservatory of Music per accompagnare i Bad Seeds al Coachella. Anni dopo, durante il tour di Carnage, si ritrovarono di nuovo sul palco per eseguire insieme We No Who U R, in una performance segnata dal rispetto e dalla reciproca intesa.

Sempre dal blog apprendiamo che Flea ha di recente contattato Cave per proporgli di cantare su un brano di un “album di tromba” a cui sta lavorando. A suggellare la lettera, un aneddoto raccontato dall’artista Thomas Houseago: durante un’escursione a Yosemite, Flea e il suo gruppo si trovarono faccia a faccia con un orso nero. Mentre gli altri si preparavano a difendersi, Flea si fece avanti, parlò all’animale con rispetto e amore, riconoscendo il suo dominio su quel territorio e chiedendo il permesso di passare. L’orso, incredibilmente, si fece da parte.

Il tour estivo, l’attività recente

Di recente Nick Cave si è espresso su Kanye West affermando di voler difenderne l’arte nonostante le dichiarazioni controverse. In particolare, è tornato su I Am A God, che in precedenza aveva selezionato come brano da suonare al suo funerale.

Quest’estate, il frontman tornerà in Italia ad esibirsi dal vivo accompagnato da Colin Greenwood. Nel 2024 è stato impegnato nella realizzazione di Wild God, album che ha segnato il ritorno dei Bad Seeds e relativo tour, ma anche in veste di compositore di colonne sonore in coppia con Warren Ellis. I due hanno prodotto Back to Black, la colonna sonora del biopic su Amy Winehouse, per cui ha composto anche l’inedito Song For Amy.

Sempre nel 2024, Re Inchiostro è tornato a esprimere il suo punto di vista sulla questione israeliana, e se sia giusto o meno tenervi concerti. Sul blog Red Hand Files, ha anche condiviso i suoi pensieri sulla fallibilità dei miti e sull’importanza di rimanere autentici.

Tracklist

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