Dopo aver chiarito le sue posizioni di “conservatore” ribadendo ciò che non gli va giù della woke culture, Nick Cave si è trovato a dover giustificare il suo avvicinamento alla fede con la Chiesa rispetto alla sua storia di omofobia e pedofilia.
Nel rispondere alla transgender fan Jenna su Red Hand Files, l’ha presa piuttosto alla larga iniziando con il dire che tutti i suoi eroi musicali – una champions league formata Bob Dylan, Neil Young, Nina Simone, Kanye West, Van Morrison, Morrissey, Brian Eno, Leonard Cohen, Patti Smith – prima o poi lo hanno deluso e per diverse ragioni. Chi per aver scelto direzioni che non avrebbe voluto intraprendessero, chi per averlo fatto sentire a disagio ecc. Ciò che però ha fatto sì che continuasse a seguirne l’opera è la ricerca di senso e verità, anche a costo di dispiacere agli altri. In un mondo privo di genuinità e piegato al consenso e all’audience, Cave trova che questo sia rassicurante perché esprime l’autenticità di ognuno di loro. E questo discorso, naturalmente, vale anche per lui e per chi può aver deluso.
Le nostre vite sono complicate. Pensiamo e compiamo azioni che risultano incomprensibili, ma lo facciamo perché viviamo le nostre esperienze e troviamo altrove le nostre verità. Ne sono sorpreso anch’io, ho trovato alcune verità in quella affatto infallibile e spesso deludente, profondamente strana e totalmente umana istituzione che è la Chiesa. Una cosa sconcertante per me quanto può esserlo per te
Nick Cave
Oggi esce nelle sale Back to Black, il biopic su Amy Winehouse, di cui Nick Cave e Warren Ellis hanno curato la colonna sonora. All’interno della soundrack anche l’inedito Song For Amy.
Per quanto riguarda il nuovo album dei Bad Seeds, Wild God, uscirà il 30 agosto. Tra le date per promuoverlo anche una italiana. Tutti i dettagli nei collegamenti.
