Tra cancellazioni, ricoveri, minacce di morte e recuperi, il tour europeo di Morrissey continua anche quest’anno con una novità importante: la pubblicazione di Make-Up Is a Lie, l’album che segna il ritorno discografico dopo anni di dissapori con le major e ben due dischi archiviati. L’unica data italiana di quest’anno si è svolta al Fabrique di Milano, a pochi mesi dalle cinque previste nel 2025, in cui Morrissey si è mostrato in buona forma vocale tra brani del repertorio solista e una generosa selezione di pezzi degli Smiths.
La band resta la stessa: formazione solida e funzionale, che accompagna il leader senza sovrastarlo, con esecuzioni fedeli agli originali. La voce di Morrissey tiene ancora bene e le canzoni della sua amata band anni ’80 non mancano: A Rush and a Push and the Land Is Ours e Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me da Strangeways, Here We Come, ma anche How Soon Is Now? e There Is a Light That Never Goes Out, ripresa dal vivo solo di recente e posta in chiusura.
Tre i brani tratti dall’ultimo album pubblicato venerdì scorso (recensito su queste pagine da Antonio Pancamo Puglia): la title track, Notre-Dame e The Monsters of Pig Alley. Il resto della scaletta percorre l’intera discografia solista, includendo due pezzi ciascuno da Vauxhall and I (Billy Budd, Now My Heart Is Full), Viva Hate (Everyday Is Like Sunday, Suedehead) e World Peace Is None of Your Business (The Bullfighter Dies, World Peace Is None of Your Business), con altri brani da Ringleader of the Tormentors, Southpaw Grammar, Years of Refusal e You Are the Quarry.
Ad accompagnare la musica ci sono i consueti rituali: mazzi di fiori infilati nei jeans e lanciati sul palco, il torso nudo e beffardi scambi con il pubblico, spesso conditi da humour nero e citazioni più o meno fedeli a Oscar Wilde (“I’m very happy to be here, I’m very happy to be alive. It won’t last”) o al suo spirito ironico (“They always call me indie, but as a solo artist I’ve never recorded for an independent label. So why ‘indie’? I’m not!”).
Lo show, che segna il ritorno nel capoluogo lombardo dopo dodici anni, integra anche immagini proiettate sul maxischermo. Tra le foto scorrono frammenti del pantheon personale di Morrissey: New York Dolls, Ramones, Brigitte Bardot e Lou von Salomé, insieme a omaggi all’Italia. Nel 2025 compariva Massimo Ranieri; questa volta sono presenti Little Tony e Rita Pavone, quest’ultima presente anche fisicamente allo show. Secondo Rockol, Morrissey e Pavone si sono incontrati per la prima volta nel backstage prima del live: lei ha ricevuto in regalo una copia della sua autobiografia con dedica, “[la] mia musa”.
Dell’ammirazione di Morrissey per Pavone e per il singolo Cuore (Heart (I Hear You Beating) nella versione originale inglese) si sa che si accaparrò il disco giovanissimo, a soli sei anni, come raccontato nel nostro approfondimento dedicato alla band. Del resto, un elogio al gruppo era già arrivato dal palco di Sanremo nel 1987 (trovate il focus in un post dedicato).

Setlist (via setlist.fm)
- Billy Budd
- I Just Want to See the Boy Happy
- Suedehead
- Notre-Dame
- Make-Up Is a Lie
- A Rush and a Push and the Land Is Ours (The Smiths song)
- Irish Blood, English Heart
- Now My Heart Is Full
- How Soon Is Now? (The Smiths song)
- I’m Throwing My Arms Around Paris
- The Bullfighter Dies
- The Monsters of Pig Alley
- Best Friend on the Payroll
- Lost
- Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me (The Smiths song)
- Jack the Ripper
- Everyday Is Like Sunday
- World Peace Is None of Your Business
Bis
- There Is a Light That Never Goes Out (The Smiths song)