Morrissey e Rita Pavone
Morrissey e Rita Pavone nel backstage del Fabrique di Milano (2026)

Morrissey e Rita Pavone. Il bacio della “Musa” al Fabrique

«Alla mia musa»: il sigillo apposto da Morrissey sulla sua Autobiografia, consegnata ieri sera nelle mani di una radiosa Rita Pavone nel backstage del Fabrique di Milano, segna l’apice di un legame a distanza lungo quarant’anni.

Rita Pavone

L’ex leader degli Smiths scelse proprio Heart, la versione originale, in inglese, della celebre Cuore, come suo singolo preferito in assoluto già negli anni Ottanta, in particolare nel numero 24 della rivista Look-In del 1984. E da allora, non ha mai celato la sua passione per l’artista italiana.

The Smiths

Come non evocare la Sanremo del 1987 (su un palco parallelo alla competizione canora), edizione in cui gli Smiths eseguirono un pugno di canzoni (tra cui Ask in playback) sfidando i canoni del mainstream dell’epoca? Durante quell’occasione, nell’intervista che precedette l’esibizione, alla domanda “Qual è il tuo 45 giri preferito?”, Morrissey rispose “Heart by Rita Pavone”. Il video completo merita uno sguardo.

https://www.youtube.com/watch?v=pBiSY6BTNkA

Nel 2006, in un’intervista a La Repubblica XL, il Moz dichiarò: “So tutto della musica italiana, sono un fan di Rita Pavone. A sei anni ho comperato ‘HEART’ (Cuore) di Rita Pavone. Ancora ce l’ho”. Si tratta dello stesso concetto che ripeterà nelle pagine di Autobiografia, il controverso volume a sua firma uscito nel 2013.

Morrissey e Rita Pavone

Ma quelli che apparivano solo come eccentrici omaggi si sono concretizzati ieri sul palco del Fabrique di Milano, quando, durante la sua unica data sold out in Italia di quest’anno, Morrissey ha salutato la “Zanzara di Torino” intonando Viva la pappa col pomodoro scritta da Lina Wertmüller e Nino Rota, prima di regalarle appunto la suddetta autobiografia.

Rita Pavone sul palco con Morrissey

Nel 2026, Morrissey celebra l’ennesima rinascita grazie all’album Make-Up is a Lie, salito al secondo posto delle classifiche britanniche in totale autonomia promozionale. Al Fabrique, il maxischermo ha alternato i volti di New York Dolls e Lou von Salomé a quelli di Little Tony e della stessa Rita Pavone, ormai parte integrante del suo immaginario poetico. La performance del Fabrique ha privilegiato naturalmente la sua carriera solista con brani come Suedehead e Everyday is like Sunday, pur concedendo momenti di pura nostalgia smithiana (menzione d’onore per A Rush And A Push And The Land Is Ours, dal troppo sottovalutato Strangeways, Here We Come) con la chiusura affidata a There is a Light That Never Goes Out.

Il ricordo del recente passaggio di Johnny Marr sullo stesso palco ha reso palpabile la tensione verso una metà mancante, confermando l’unicità di due artisti che procedono su binari paralleli. Questo Morrissey sferzante e divisivo continua a incantare, trovando – almeno per una sera – nella Pavone una madrina d’eccezione per la sua instancabile capacità di risorgere.

Tracklist

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